farmacia del porto

Generazioni a confronto: Farmacia del Porto

La farmacia si trova in uno dei posti strategici dell’isola di Capri. Un esempio di tradizione. Un modello di innovazione nel segno del relax e della salute

Nel cuore di Marina Grande c’è un approdo che da anni garantisce benessere e salute. Un punto di riferimento per turisti e residenti che hanno bisogno di un supporto valido e altamente professionale. Farmacia del Porto è una garanzia per l’isola. Una colonna portante sin dal 1993. Il percorso di Isola di Capri Conservancy non poteva infatti dimenticare l’armonia tra anima e corpo. Due concetti che vanno di pari passo per stare bene con se stessi.

La Farmacia del Porto ha tutte le risposte che cercate grazie all’esperienza e alla conoscenza di Giuseppe e Francesco Di Donna. Una sede moderna e all’avanguardia con tutti i servizi utili ai cittadini prima di cominciare a vivere una tipica giornata caprese.

Cosa ti piace di Capri oggi?

Francesco Di Donna: «Ciò che accomuna la Capri di oggi, di ieri e di domani. Le bellezze naturali, le grandi attrazioni. Sono qualcosa di mozzafiato».

Giuseppe Di Donna: «Il fatto che sia uno dei posti più cosmopoliti al mondo. Un centro che raccoglie intorno a sé un mondo intero».

E cosa invece non ti piace di Capri?

F: «La mole di gente che sbarca nei periodi estivi e che fa perdere all’isola quella esclusività e serenità che la rende unica. Probabilmente si potrebbe organizzare meglio la gestione degli sbarchi o, se si potesse, limitarli per garantire gli standard di qualità tipica di questo posto. Ma deve essere fatta in linea con i bisogni dell’economia caprese».

G: «L’arretratezza del settore pubblico che non è stato capace di essere al passo con la crescita del privato».

Per te la sostenibilità dell’isola di Capri deve essere una priorità?

F: «La sostenibilità è un tema fondamentale. Una priorità che non riguarda solo l’isola di Capri ma qualunque località mondiale. Non ho la risposta in tasca. Ma credo che sia necessario cercare una soluzione su misura dell’economia caprese».

G: «Assolutamente, deve esserci la massima priorità. Ma deve allo stesso tempo rispettare l’economia del luogo e le esigenze di una destinazione come Capri»

Cosa vorresti per i giovani?

F: «Sicuramente più punti di ritrovo e attività ricreative. Nel lungo periodo  bisogna invece dare la possibilità ai ragazzi di fare impresa, anche partendo da zero con un progetto nuovo. Ma al momento a Capri si tratta di pura utopia, anche solo per una questione degli affitti. Chi vuole mettersi in proprio con un’impresa ex novo deve far fronte a un sacco di spese e devi sempre avere qualcuno alle spalle in grado di aiutarti»

G: «Allungare la stagione aiuterebbe a bloccare questa emorragia di giovani che vanno via da Capri. Basterebbero dieci mesi per avere dei contratti di lavoro che ti permettano di sopravvivere nei periodi di difficoltà. In più serve aumentare i luoghi di aggregazione che rispetto a 30 anni fa sono quasi spariti».

Domani ti svegli e non ci sono più i Faraglioni e la Grotta Azzurra, con cosa li sostituisci?

F: «Non li sostituirei affatto. Avremo ancora il salotto del mondo, altre grotte splendide e anche il savoir-faire intesa come l’arte dell’accoglienza caprese». 

G: «Scapperei immediatamente. Per me la Grotta Azzurra e i Faraglioni rappresentano il 90% del mito di questa splendida isola. Ma fortunatamente sarebbe solo un brutto sogno. Dunque è meglio non pensarci».

Tra vent’anni sarai ancora su quest’isola?

F: «Personalmente no. Perlomeno non nella maggior parte dell’anno vista l’offerta per i ragazzi. Adoro la vita cittadina, ma cambiare idea è comunque segno di intelligenza se si vogliono affrontare le sfide. Quindi crescendo è possibile che possa trasferirmi a Capri con moglie e figli».

G: «Tra 20 anni spero di sì, e soprattutto in ottima forma. Ho scelto quest’isola 35 anni fa, e non la cambierei con altra cosa al mondo».

Se dovessi pensare a un personaggio famoso alla guida dell’isola chi vorresti che fosse?

F:  «Al momento sto pensando a figure come Raymond Dalio o Mark Cuban, amministratori, filantropi,  imprenditori molto capaci e illuminati che sono accomunati da uno sconfinato senso di ottimismo».

G:  «Penserei a una donna. Coco Chanel, per esempio. C’è una frase che mi è rimasta in mente: la moda passa ma lo stile resta. Ecco, chi dovrà occuparsi anche in futuro dell’isola, dovrà tenere sempre presente lo stile Capri. Un modello che va conservato con cura».

Ti piacerebbe che Capri fosse aperta al turismo anche d’inverno?

F: «Mi piacerebbe è un eufemismo, dato che è il desiderio di tante persone che vivono sull’isola. Al momento sono fiducioso perché Capri, soprattutto d’inverno, riesce a essere di grande ispirazione per tutti».

G: «Certo. Chi vive qui deve sentirsi un custode dell’isola. Deve assicurarsi che la sua identità non venga in qualche modo intaccata. Per questo ritengo che ci sono due mesi che si possono ancora sfruttare perché conservano la loro peculiarità e la loro magia. Da marzo a dicembre Capri dovrebbe essere aperta a tutti. Ma non rinuncerei a due mesi di isolamento, per riposarsi e aspettare la nuova stagione». 

Quali sono i tuoi punti di ritrovo con gli amici?

F: «Tendo a frequentare gli amici a casa, mentre d’estate i punti di ritrovo sono la Piazzetta e la Taverna Anema e Core»

G: «Sicuramente in casa, ma non mancano le occasioni di andare fuori a cena»

Dimmi invece una cosa caprese e una cosa non caprese

F: «La Dolce Vita e l’eleganza, Una cosa non caprese è la vita frenetica e la maleducazione».

G: «Tutto l’artigianato, di cui si parla troppo poco: sandali, cappelli, abbigliamento, gioielli, l’architettura, le grandi specialità culinarie. Non caprese? Potrei riassumerla in una sola parola: la sciatteria. Non ci appartiene».

Se dovessi selezionare tre aziende isolane di successo quali sarebbero?

F: «Mia madre, Grazia Vozza. Si è trasferita a Capri a 25 anni seguendo mio padre. E con la sua gioielleria è riuscita ad avere un grande successo grazie alla qualità espressa dai suoi prodotti. Poi penso alla famiglia Staiano, che si occupa di trasporti in tutta la Regione, e Chantecler, probabilmente l’azienda più famosa e conosciuta sull’isola».

G: «Non riesco a fare nomi perché farei un torto a tanti concittadini».

Perché un turista dovrebbe venire a Capri?

F: «Chi sceglie l’isola cerca una meta raffinata e riservata. Una destinazione senza distrazioni ma anche lontana dai rumori della vita notturna come avviene a Ibiza o Mykonos».

G: «Perché a Capri, a differenza di tutti gli altri posti al mondo, puoi scegliere di fare la vacanza che vuoi. Si può decidere di passare una giornata immersi nella natura oppure nella vita mondana. L’isola è così democratica da essere aperta a tutto il mondo».

Riccardo Lo Re

Peppe Di Donna - Farmacia del porto
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