Alla Fondazione Serena Messanelli Zweig la mostra “Voyage en France”

Si apre il 15 marzo la stagione espositiva 2026 della Fondazione Serena Messanelli Zweig con “Voyage en France”, la mostra fotografica di Piero Cannizzaro curata da Bruno Flavio, un progetto che racconta il legame profondo tra Italia e Francia attraverso uno sguardo documentaristico e personale.

L’esposizione, visitabile fino al 7 aprile, riunisce circa sessanta fotografie di medio formato realizzate negli ultimi quindici anni durante numerosi viaggi dell’autore tra Parigi, Bretagna, Normandia, Île de Ré, la Loira, la Provenza e Marsiglia. Un itinerario per immagini che nasce da momenti di vita condivisi con Michèle Leridon, a cui il progetto e il catalogo sono dedicati.

Un racconto fotografico tra identità e memoria

L’idea della mostra prende forma da una telefonata tra amici, dopo la precedente esperienza caprese a Villa Lysis con la mostra “Racconti d’Africa”. Da quell’archivio di viaggi, incontri e impressioni nasce il desiderio di trasformare gli scatti raccolti negli anni in un racconto espositivo che non sia solo diario di viaggio, ma esplorazione identitaria.

La Francia osservata da un italiano e restituita al pubblico attraverso il dialogo con un curatore francese cresciuto in Italia diventa così il punto d’incontro di due culture profondamente legate tra loro. Un intreccio di sguardi e appartenenze che riflette una relazione storica, culturale e sentimentale tra i due Paesi.

La luce come guida dello sguardo

Piero Cannizzaro porta nella fotografia la sua formazione documentaristica. Le immagini non sono costruite né premeditate e non subiscono alterazioni in postproduzione: lo scatto nasce dall’urgenza del momento e da una risonanza interiore che trova nella luce naturale il suo elemento guida.

«Se la luce che c’è non mi emoziona, niente foto», afferma l’autore.

La luce, talvolta mista ma mai artificiale, diventa così il vero soggetto delle immagini, attraversando architetture, volti, paesaggi, insegne, prodotti tipici e strade di campagna. Ne emerge una Francia intima e autentica, colta nel suo spirito identitario fatto di stratificazioni e di storie.

Nel testo critico in catalogo, Fabio Gambaro, già direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, parla infatti di una «Francia multipla», osservata con curiosità e disponibilità, capace di rivelare le molte tessere che compongono il suo mosaico culturale.

Un omaggio affettivo e un viaggio lento

Nelle fotografie di Cannizzaro non c’è ricerca dell’effetto spettacolare, ma una sobria geometria dello sguardo che richiama la lezione di fotografi come Luigi Ghirri e Gabriele Basilico. L’immagine diventa meditazione e presenza, un modo per abitare davvero i luoghi attraversati.

“Voyage en France” è anche un omaggio affettivo: alla compagna con cui quei viaggi sono stati condivisi e a un Paese che continua a rappresentare per l’autore uno spazio di scoperta e appartenenza. Un viaggio spesso compiuto lentamente, talvolta evocato anche dall’iconica Citroën, simbolo di una libertà semplice e concreta.

Workshop e incontri durante la mostra

Durante il periodo espositivo la Fondazione Serena Messanelli Zweig organizzerà workshop con studenti, laboratori creativi con fotografi locali ed esperti e momenti di approfondimento dedicati al rapporto tra fotografia, identità e territorio.

L’iniziativa rafforza la vocazione della Fondazione come centro attivo di produzione culturale e scambio internazionale, confermando Capri come luogo di incontro tra culture, linguaggi artistici e nuove prospettive.

Con “Voyage en France” l’isola diventa così palcoscenico di un dialogo tra Italia e Francia, tra memoria personale e racconto collettivo, tra sguardo documentario ed emozione.

La mostra è realizzata con il patrocinio di Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Città di Capri e Comune di Anacapri.

Sibilla Panfili

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