Una targa all’hotel Tiberio Palace ricorda l’amore di Francis Scott Fitzgerald e Zelda Sayre. Il celebre capolavoro dello scrittore fu terminato qui nel 1925
Lo scorso 6 agosto il sindaco di Capri Marino Lembo ha inaugurato la targa commemorativa in via Croce, davanti all’ingresso del Capri Tiberio Palace. L’idea è del giornalista di Repubblica Pier Luigi Razzano, che ha scritto La grande Zelda (Marsilio), il romanzo che racconta la storia di Zelda Sayre Fitzgerald e l’importanza della permanenza a Capri della coppia. Era il 1925 quando la coppia soggiornò per due mesi in quell’hotel, assieme alla figlia Scottie, dove lo scrittore terminò il suo capolavoro, come testimoniato dal carteggio con il suo editor, Max Perkins.
“Nel febbraio del 1925 questo albergo accolse il grande amore di Francis Scott Fitzgerald e Zelda Sayre. Durante il soggiorno, lo scrittore, Il grande Gatsby”.
Il Grande Gatsby è tra i più grandi romanzi della letteratura mondiale, era stato ultimato durante il soggiorno dello scrittore sull’isola nel 1925. Francis Scott Fitzgerald con l’amatissima moglie Zelda Sayre e vissero all’Hotel Tiberio in via Croce per due mesi, dagli inizi di febbraio alla fine di marzo del 1925.
L’isola di Capri lo ispirò
Le grandi feste mondane di Gatsby si specchiavano con la vita di eccessi e di movimenti tra New York e la Francia. L’isola di Capri, da questo punto di vista, divenne l’ago in grado di tenere tutto bilanciato. Non mancarono di certo le serate in compagnia dei colleghi Norman Douglas e Compton Mackenzie, per citarne alcuni. Ma la quiete che si provava qui era come un respiro profondo prima di immergersi in nuovi mondi, come poteva essere la pittura o la stesura di un testo letterario. Fitzgerald alla fine si tuffò nel blu di Capri trovando l’ispirazione giusta e il personaggio lì che lo attendeva davanti al faro. Non più verde, ma azzurro come i colori che ti investono fino a entrare nell’anima.
Qualcosa su Francis Scott Fitzgerald
Dandy perfetto, è brillante, intelligente, attraente, alla moda. La sua relazione con Zelda contribuisce a costruire l’immagine di letterato bohémien. Sono giovani – si sposano quando lui ha 24 anni e lei 20, a pochi giorni dalla pubblicazione del primo romanzo di Fitzgerald, Di qua dal paradiso – belli e dannati. Per diverso tempo vivono a Parigi e in Costa Azzurra, frequentano feste e riempiono la casa di ospiti. Si divertono, spendono e non si preoccupano del domani, finché Scott capisce che deve cambiare: inizia a scrivere racconti per i quotidiani per guadagnare qualche soldo. È poi il momento del suo secondo romanzo, Tenera è la notte, dove si rintracciano diversi elementi della sua vita privata. Anche lui, come i suoi personaggi, vive un’esistenza al limite, fatta di alcol e di eccessi. Lentamente il bel giovane inizia a spegnersi, la leggenda assume i tratti della tragedia. Anche il rapporto con Zelda ne risente. In più, la donna si sente soffocare in una relazione che non le permette di esprimere il suo talento da scrittrice – alcuni racconti di Fitzgerald sono scritti da Zelda, perché all’epoca i testi firmati da un uomo erano pagati meglio -. Nel 1930 va incontro a un esaurimento nervoso, viene portata in una clinica psichiatrica. Zelda e Scott non vivono più insieme e si inviano lettere d’amore. La situazione peggiora – alcol, depressione – : Scott muore d’infarto a 45 anni. Otto anni dopo, Zelda rimane vittima di un incendio nella clinica in cui è ricoverata.
Qualche curiosità sul libro Il grande Gatsby
Una volta pubblicato, il 10 aprile 1925, Il grande Gatsby non ebbe un grande successo. Eppure T.S. Eliot lo definì “il primo passo in avanti fatto dalla narrativa americana dopo Henry James”, e anche Hemingway ne rimase particolarmente colpito. Quale fu il problema allora? Secondo alcuni, tra cui Hemingway, la copertina del libro, sulla quale campeggiava l’illustrazione dell’artista spagnolo Francis Cugat. Sfondo blu elettrico, occhi tristi e malinconici che piangono su una New York illuminata e sfocata. In effetti, aveva un che di perturbante, che forse intendeva comunicare il senso di fugacità e decadimento del romanzo.
I film tratti dal libro Il grande Gatsby
Da un grande romanzo derivano grandi film. Uno è del 2013 diretto da Baz Luhrmann, lo stesso regista di Elvis, Muline Rouge! e Romeo + Juliet. Nel cast troviamo Leonardo DiCaprio, Carey Mulligan e Tobey Maguire. L’atmosfera è ipnotica, ammaliante e sopra le righe, dai colori sgargianti e dalle luci accecanti. Insomma, un vero incanto. Guardando indietro, troviamo l’iconico adattamento cinematografico del 1974 diretto da Jack Clayton, uno del 1949 e una versione muta del 1926 andata perduta.
Sibilla Panfili





