La città ha firmato un accordo insieme alle principali località turistiche trovando una strategia condivisa in difesa del territorio
Una strategia comune per rispettare il patrimonio, la cultura e il territorio. È questo il risultato del nuovo patto per il turismo siglato dalle principali realtà del Belpaese. Si tratta della Carta di Amalfi, un primo passo per un nuovo rapporto tra destinazioni turistiche e comunità residenti. Venticinque rappresentati tra sindaci e amministratori pubblici si sono trovati all’Arsenale di Amalfi per discutere di contenuti ritenuti cruciali per il turismo: ospitalità e residenzialità, fiscalità, mobilità e sicurezza, e spazi pubblici. Al Summit nazionale “Destinazioni e Comunità per un Turismo più sostenibile” erano presenti diverse istituzioni locali: Repubblica Marinara insieme alle Città di Arzachena (Porto Cervo), Capri, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Pinzolo (Madonna di Campiglio) e Polignano a Mare, sotto il patrocinio di ANCI Campania.
Il Sindaco di Capri Paolo Falco è intervenuto manifestando l’urgenza di intervenire nella gestione dei flussi turistici in arrivo sull’isola con un limite orario al numero di sbarchi. In particolare, ha dichiarato che «Capri si pone come modello nazionale di sviluppo sostenibile del turismo e delle comunità locali. È fondamentale che il nostro Comune abbia finalmente voce in capitolo nella definizione del quadro orario dei collegamenti marittimi, attualmente stabilito solo a livello regionale, un aspetto su cui dobbiamo confrontarci seriamente. A Capri vogliamo tutelare fino in fondo chi viene a visitarci e garantire a tutti un’esperienza di qualità, nell’ottica di nuovo equilibrio tra gli interessi privati e comunità che non è più rinviabile».
Dal Summit è stata lanciata la proposta delle Zone Turistiche Speciali (ZTS). Un modello destinato ai Comuni che, a differenza di tutti gli altri, si trovano a dover gestire picchi di presenze sul territorio che eccedono rispetto al numero della popolazione residente, con considerevoli impatti sulla comunità, sui servizi pubblici, sulle infrastrutture, e sulla sicurezza della destinazione.
I sindaci, se il progetto andasse in porto, potrebbero così acquisire i poteri speciali per gestire la circolazione, l’accesso alle zone turistiche e i flussi di pedonali. Con questi strumenti, per esempio, possono limitare l’accesso a certe aree o regolare gli orari di ingresso, con ordinanze motivate e basate su dati documentati di pressione turistica in modo da tutelare il patrimonio artistico e naturale della località turistica.
«Oggi – ha commentato il presidente della 9ª Commissione (“Turismo”) del Senato Luca De Carlo – abbiamo lanciato una promessa a quelli che sono gli interlocutori privilegiati, i sindaci, i veri custodi del territorio che ogni giorno lavorano alacremente. La promessa è audire le proposte che nascono dalla Carta di Amalfi e riuscire poi a tradurle e metterle in pratica».
Riccardo Lo Re

