L’esposizione, frutto della collaborazione con Liquid art system di Franco Senesi, si potrà visitare fino al 21 luglio 2026
Ci sono delle ottime ragioni per visitare l’isola di Capri: la natura, le notti stellate, il ricco patrimonio storico e archeologico presente su tutto il territorio. Un altro motivo è il programma delle mostre d’arte che si alterneranno nel corso della stagione. A dimostrazione di quanto siano importanti le iniziative culturali nella proposta turistica di qualità di una destinazione di rilievo come l’isola azzurra. Al Museo del Centro Caprense Ignazio Cerio si terrà una mostra personale della scultrice italo-spagnola Valentina Lucarini Orejon dal titolo “Isola Sacra – Ex Voto Mediterranei”. Un’esposizione nata grazie alla collaborazione con Liquid art system di Franco Senesi e che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Capri e il Comune di Pietrasanta.
Isola Sacra. Ex Voto Mediterranei è un progetto site-specific che si confronta con la Wunderkammer naturalistica del Museo Cerio. Per l’occasione, Valentina Lucarini Orejon presenta a Capri una serie di ex voto contemporanei in bronzo realizzati con la tecnica della cera persa: cuori sacri, occhi e mani anatomiche le cui incisioni, tracciate sulla cera prima della fusione, restano impresse nel metallo come tracce di una devozione mediterranea stratificata nel tempo.
«Lavoro la materia in cui il sacro prende corpo. Devozione e abbandono. Intimità e materia che resta. Antropologia vissuta. Animismo laico, italiano e spagnolo. Il corpo come archivio, la materia come memoria» ha dichiarato la stessa Orejon, scultrice vive e lavora in Toscana, a Pietrasanta.
Nella sua continua ricerca artistica sulla reliquia e sugli ex voto, ha presentato nella sua esposizione una serie di nove sculture che instaureranno un rapporto stretto con gli spazi del Centro Caprense Ignazio Cerio. Ex Voto, Memento Mori Blu e Reliquiario Palinsesto: sono questi i titoli suggestivi scelti dall’artista per le sue opere. Opere tutte realizzate in collaborazione con la Fonderia Artistica Versiliese e che rappresentano in modo realistico parti anatomiche umane e organiche.
Citando il testo critico di Alessandro Romanini, «l’artista toscana non appartiene a quel genere di creativi che considerano l’attività artistica come procedimento taumaturgico – che crea dal nulla – ma come potente strumento in grado di far emergere ciò che c’era già dentro la materia, e che si trasforma, evolve nel corso dei passaggi chimici e materici. Un processo che si sostanzia di varie fasi, quella dell’indagine attraverso un’analisi in profondità a cui si abbina un processo di rielaborazione grafica incisoria, completate dall’emersione dell’elemento votivo, mnemonico e della sua ostensione al pubblico nella nuova forma contemporanea. Un’emozione che, nelle opere esposte al Museo Cerio di Capri, viene trasposta e fisicamente portata dal mondo della memoria, delle sensazioni, in quello fisico e tecnico del bronzo e della scultura».
Riccardo Lo Re

