L’esposizione personale di Roberto di Alicudi in programma alla Chiesa della Certosa di San Giacomo di Capri
È stata inaugurata lo scorso sabato 11 luglio, negli spazi della Chiesa della Certosa di San Giacomo di Capri, Tu sei un’isola, personale di Roberto di Alicudi, a cura di Elena Cera. Un progetto, che rientra tra le iniziative culturali promosse per celebrare il bicentenario della “scoperta” della Grotta Azzurra, che ha ricevuto un ampio apprezzamento del pubblico presente al vernissage.
L’esposizione, patrocinata dalla Città di Capri e realizzata in collaborazione con i Musei e Parchi Archeologici di Capri, si serve dei suggestivi spazi della Cappella di San Bruno per promuovere una selezione di dipinti su vetro antico: opere realizzate appositamente per l’occasione e prestiti da collezioni private, e la video-installazione Jeunesse d’Amour.
Il titolo della mostra prende spunto da una frase che accompagna l’artista fin dall’infanzia: «Tu sei un’isola». Una voce interiore che nel tempo si è trasformata in poetica, linguaggio e visione.
Ed è proprio questo sentimento che lo accomuna all’isola di Capri, lo spazio perfetto dove l’immaginario, il sogno, diventa materia: un’isola in cui il sacro entra continuamente in contatto con il profano, in cui l’accoglienza e la tolleranza sono parte costitutiva del Genius loci. San Costanzo, patrono dell’isola, non rappresenta solo una guida spirituale, ma anche custode di un’isola aperta al mondo, come si è visto nel corso del tempo.
Il mito s’intreccia con il mondo reale: santi e sirene, satiri e imperatori, figure storiche e presenze mitologiche. Fersen, Diefenbach, la marchesa Casati, Lenin prendono forma sulle lastre di vetro antico insieme alle creature ibride del Mediterraneo, mostrando la capacità dell’isola di accogliere ciò che altrove appare inconciliabile. Edwin Cerio scrisse che «Capri è l’unica isola del mondo» — non in senso geografico, bensì spirituale. È questa la Capri di Roberto di Alicudi.
La tecnica della pittura su vetro, appresa attraverso la tradizione dei pincisanti siciliani e sviluppata negli anni trascorsi ad Alicudi, porta con sé una logica inversa: il dettaglio viene deposto per primo, il mondo che lo sostiene per ultimo; l’immagine si rivela pienamente soltanto quando il vetro viene capovolto.
«Capri non interroga. Accoglie», scrive la curatrice Elena Cera nel testo critico che accompagna la mostra: «E forse ogni isola non è altro che uno specchio: una forma di solitudine che diventa appartenenza, un confine che si trasforma in approdo.»
L’allestimento è concepito in continuità con l’architettura della Chiesa: dodici opere preziose su vetri antichi con cornici originali, pensate per gli spazi della Cappella di San Bruno, in cui ogni dipinto occupa una posizione centrale e autonoma nel dialogo con il luogo.
Come afferma Luca Di Franco, direttore dei Musei e Parchi Archeologici di Capri, la valorizzazione dell’arte contemporanea non è un elemento accessorio, ma parte di una strategia culturale che mette in dialogo memoria e presente, identità e innovazione. In questa prospettiva, Tu sei un’isola si inserisce pienamente nel percorso del neo- costitutito istituto museale , offrendo — a partire dal tema dell’insularità — una riflessione sul rapporto tra uomo, paesaggio e appartenenza, e confermando il ruolo di Capri come luogo di incontro tra storia, ricerca e produzione artistica contemporanea.
Riccardo Lo Re









