L’intervista a Roberta Desiderio e Daniela D’Angiolo che ci hanno raccontato la loro storia e il loro punto di vista sull’isola azzurra
42 anni di storia. Un futuro tutto da scrivere. La Bagattella è uno dei negozi che rispecchiano le tradizioni capresi. Una boutique incantevole. Un mondo tutto da scoprire con i suoi colori estivi che risaltano tutta l’autenticità dell’isola di Capri. Ogni oggetto racchiude in sé un racconto unico di questa destinazione unica. Ma oggi, per un attimo, abbiamo deciso di mettere da parte questi prodotti di alto artigianato per lasciare spazio proprio a loro, le persone che ci accolgono ogni giorno nel loro negozio: Roberta Desiderio, storica titolare de La Bagattella, e la figlia Daniela D’Angiolo.
Cosa ti piace di Capri oggi?
Daniela: È un posto unico, autentico. È fantastica; per quel che mi riguarda si vive meglio in inverno che in estate. E la natura fa un certo effetto.
Roberta: Il periodo invernale. L’estate comincia a essere un vero problema per me.
Cosa non ti piace di Capri oggi?
D: Mancano servizi. È un’isola che si accontenta di lavorare per la stagione estiva per poi lasciarsi andare durante l’inverno. Ormai si guarda solo al turista durante la stagione, a differenza invece di Anacapri che invece tendono a dare molta importanza anche al residente. Ci sono proprio dei ritmi diversi rispetto a Capri che oramai invece è proprio più frenetica.
R: C’è un flusso turistico che l’isola non riesce più a contenere. E questo è un problema che stiamo riscontrando anche in negozio. Un tempo il cliente in negozio veniva coccolato come meglio si poteva fare. Ma quell’ospitalità che ci contraddistingueva si sta perdendo. Mia madre già mi raccontava che 20 anni fa era diverso, adesso lo è ancora di più.
Per te la sostenibilità dell’isola di Capri deve essere una priorità?
D: Dovrebbe, ma non solo sull’isola di Capri. Deve essere in generale una priorità importante per tutti, dal cittadino alle istituzioni dato che dovremmo avere sempre più cura della nostra terra. Ci sono stabilimenti che ancora usano la plastica. Per non parlare dalle macchine che potrebbero essere sostituite da mezzi più sostenibili come biciclette o veicoli elettrico. Senza dubbio ci vuole più impegno per raggiungere i risultati.
R: Assolutamente sì, ce n’è proprio bisogno. Però noi siamo abbastanza attenti in tal senso e già da un po’ d’anni devo dire la verità stiamo facendo molto per cambiare l’isola a cominciare dal progetto dell’area marina protetta. Spero infatti che l’iter vada avanti, per il bene di Capri.
Cosa vorresti per i giovani?
D: Delle possibilità. Se non avessi già la casa di mia madre sarebbe difficile se non impossibile comprare un’abitazione. Non si trova una casa in affitto. Ed è dispendioso mantenere una vita dignitosa. Non c’è una via di mezzo per un residente a Capri. Anche se, per fortuna, ci troviamo sotto una bolla di vetro e riusciamo a gestirci al meglio grazie alla gente che ha sempre scelto l’isola per le sue vacanze.
R: Mi auguro che tanti giovani rimangano sull’isola. Ci sono tanti ragazzi che sono rientrati dopo dei tentativi all’estero. Ho la fortuna di avere le mie figlie che mi danno una grossa mano con un approccio sempre più imprenditoriale. Ed è un fenomeno che noto in quasi tutte attività di famiglia. Io ci sono riuscita e sono molto contenta perché in questo modo il negozio continua a vivere e spero che tutto ciò prosegua nel migliore dei modi.
Domani ti svegli e non ci sono più i Faraglioni e la Grotta Azzurra. Con cosa li sostituisci?
D: L’isola di Capri offre un sacco di cose, dalle passeggiate, l’Arco Naturale, il sentiero di Pizzolungo fino al Monte Solaro. É difficile elencarli tutti. Ma ci sono veramente tanti, tanti scorci da scoprire, e vivendo a Capri da 26 anni hanno sempre un forte impatto emotivo su di noi.
R: Il faro, e la spiaggia di Cala Ventroso. Sono posti incantevoli.
Tra vent’anni sarai ancora su quest’isola?
D: Me lo auguro. Anche perché noi abbiamo un’attività che ha aperto mia nonna 42 anni fa. È stata la mia scelta di vita e penso che rimarrò qui per molto tempo.
R: Io credo di sì. Tuttavia ciò che mi piacerebbe fare è trascorrere un paio di mesi dell’anno dell’anno altrove. Magari in inverno.
Se dovessi pensare a un personaggio famoso, di qualsiasi ambito, storia, cultura, spettacolo, sport, imprenditoria, politica, anche del passato, alla guida dell’isola, chi vorresti che fosse?
D: Non saprei cosa risponderti, a dire la verità.
R: Sicuramente un imprenditore di rilievo. Una persona che abbia gestito grosse aziende.
Ti piacerebbe che l’isola fosse aperta al turismo anche d’inverno?
D: Assolutamente. Servono delle leggi ben definite, e magari qualche evento che spinga gli esercizi commerciali a rimanere aperti. Bisognerebbe proprio partire dalle basi iniziare a fare qualcosa per il turismo d’inverno.Anche perché per fortuna ci troviamo al sud. Un vero privilegio che ci permette di avere il sole anche a gennaio. E si potrebbe vedere l’isola in un modo totalmente diverso rispetto all’alta stagione.
R: Sono una sostenitrice accanita di questa possibilità. Anche perché ci sono delle potenzialità enormi e con questa scelta si affaccerebbe sull’isola una tipologia di cliente completamente diversa da quella che viene d’estate. Parliamo di persone amanti della natura, delle passeggiate all’aria aperta. Quindi avremmo tutta una fascia di gente che amerebbe l’isola sotto l’aspetto naturalistico. Come un tempo facevano scrittori, pittori e intellettuali.
Quali sono i tuoi punti di ritrovo con gli amici?
D: Durante i periodi di alta stagione è molto facile. Abbiamo tutta l’isola a disposizione e si può spaziare dalla piazza, il bar con una vinoteca che è stata aperta da poco e che è davvero graziosa. Durante l’inverno, stiamo a casa.
R: In inverno ci chiudiamo in casa. Abbiamo un gruppo di persone e noi ci ritroviamo di sera ogni sabato a rotazione. D’estate di tanto in tanto andiamo fuori. Ci godiamo quest’isola come tutti gli altri.
Dimmi una cosa caprese e una cosa non caprese.
D: I ravioli hanno una loro storia ma non tutti li fanno seguendo la ricetta ufficiale. Per fare i ravioli ci vuole la caciotta secca e non la ricotta. Invece tutti lo fanno con questo ingrediente e non va assolutamente bene. Di non caprese direi i limoni.
R: Io credo che oggi l’unica cosa tipicamente caprese è il sandalo, perché è veramente fatto su quest’isola, cucito su misura del cliente. Di non caprese i pomodori, sono un ingrediente speciale che non deve mancare a tavola.
Dimmi il nome di tre aziende/imprenditori isolani che ti piacciono/di successo.
D: L’unica che mi viene in mente è Carthusia. È una realtà che è riuscita a fare qualcosa di davvero importante
R: Carthusia ha subito una grossa evoluzione fino ad arrivare anche fuori dall’isola. È riuscita quindi a portare la tradizione caprese un po’ ovunque. L’olio di Capri è un altro prodotto che sta spopolando in giro grazie ai produttori di Anacapri. E poi c’è Scialapopolo, un gruppo folkloristico dell’isola che adoro.
Perché un turista dovrebbe venire a Capri?
D: Capri offre la possibilità di fare più tipi di vacanze. Ci sono persone che vengono qui da tantissimo tempo che hanno una routine molto più isolana rispetto alle altre, e ci sono clienti che vanno sempre nello stesso posto perché oramai si è creata una sorta di amicizia che non si può spiegare a parole. Non può essere neanche paragonata a destinazioni come Mykonos e Ibiza. Semplicemente perché è più autentica. E questa cosa non la trovi dappertutto.
R: Capri ha una storia, delle radici solide. Ci sono le persone che vengono qui da cent’anni e ci ritorneranno sempre perché trovano le stesse persone, la stessa accoglienza, la stessa gentilezza di un tempo.
Riccardo Lo Re





