Silvia De Gennaro e Martina Acunzo gestiscono una boutique davvero speciale, conosciuta per collezioni alla moda e per la linea esclusiva Capri People
Possiamo utilizzare qualsiasi filtro al mondo ma niente può sostituire lo sguardo quando si tratta di ammirare l’isola azzurra. Oggi, per l’occasione, il progetto di Isola di Capri Conservancy ha deciso di servirsi delle lenti di Silvia De Gennaro e Martina Acunzo, fondatrici di Optical Capri. La boutique spicca per l’ampia scelta di occhiali su misura per la vacanza caprese. Con la sua esperienza trentennale è riuscita a ritagliarsi un ruolo da protagonista con una filosofia che unisce l’estetica dei grandi marchi e un servizio di alta precisione. Forniscono tutte le indicazioni necessarie per individuare le lenti e gli occhiali giusti per te. Ma non si sono fermate qui. Da tempo hanno realizzato la linea esclusiva Capri People. Un omaggio all’eleganza e al mito diventato immortale grazie ai suoi colori. La collezione s’ispira inoltre alle icone che hanno apprezzato la Dolce Vita caprese come Jackie Kennedy Onassis. Figure che hanno alimentato il sogno dell’isola che negli anni è diventata una delle mete più ambite dai viaggiatori di tutto il mondo.
Cosa ti piace di Capri oggi?
Silvia De Gennaro: «Per me qualsiasi luogo dell’isola di Capri è magico. Ne sono letteralmente innamorata».
Martina Acunzo: «Le sue attrazioni, il verde, la natura. È sempre bello scoprire la bellezza delle passeggiate di una volta come Il Passetiello, che da Capri è capace di portarti in cima al Monte Solaro, la cima più alta dell’isola».
Cosa non ti piace di Capri?
S: «D’inverno non c’è più vita. Mi ricordo quando ero ragazza che si festeggiava il Natale con un sacco di attività: il cenone, i ristoranti sempre aperti. Si percepiva un clima diverso. Lo svago inoltre non mancava sull’isola con il cinema aperto e i locali aperti per ballare. Adesso non c’è più nulla ed è questa è la cosa che mi dispiace».
M: «Penso che le persone che gestiscono l’isola di Capri non stiano facendo un buon lavoro. Non solo non riescono a tenere insieme una popolazione, ma danno poco spazio ai giovani. C’è poca creatività, non ci sono gli stimoli giusti. I ragazzi non hanno uno sfogo, non hanno un posto dove andare o un punto di riferimento dove poter esprimersi. Di conseguenza le persone, anziché restare, se ne vanno. È inevitabile».
Cosa vorresti per i giovani?
S: «Difficile dirlo perché ogni generazione ha un suo vissuto. Bisognerebbe immedesimarsi per comprendere condizione dei giovani. A miei tempi, ripeto, c’erano tante altre attività per i ragazzi. Per questo serve un progetto che li avvicini all’isola, valorizzando i luoghi e le origini di Capri».
M: «C’è bisogno di un programma di ampio respiro in modo che i ragazzi abbiano qualche stimolo in più nel perseguire i loro obiettivi. Non parlo solo di un posto per bambini, ma di uno spazio polifunzionale per i giovani. Una sala multimediale, un auditorium, un cinema dove poter sviluppare nuove idee».
Per te la sostenibilità dell’isola di Capri deve essere una priorità?
S: «Certo, e non solo per l’isola. Deve valere per tutte le principali località turistiche. Dovrebbero esserci più controlli in modo rendere l’isola al pari di gioiello da esibire ai turisti di tutto il mondo».
M: «Dipende da quale punto di vista si intende il termine sostenibilità. Se parliamo di green, non credo sia fattibile. Preferisco puntare su lavori strutturali e sulle infrastrutture per una cura completa dell’isola, dalle strade, i campi, ai vicoli nascosti di Capri».
Domani ti svegli e non ci sono più i Faraglioni e la Grotta Azzurra. Con cosa li sostituisci?
S: «Con niente al mondo».
M: «Penso all’incantevole villa Lysis, o a villa Jovis, che sono strutture antiche con una bella storia da raccontare. Anche se, a dire il vero, è po’ difficile togliere la Grotta Azzurra. Altrimenti ci sarebbero anche L’arco naturale – che si può ammirare sia dal mare che da terra – o via Krupp. Un vero gioiello».
Tra vent’anni sarai ancora su quest’isola?
S: «Sì. Sicuramente farò qualche viaggio. Ma la mia casa resta qui, e intenderò insegnare ai miei nipoti, semmai li avrò, l’importanza di appartenere a un luogo come Capri».
M: «Non lo so se sarò ancora su quest’isola, perché i miei progetti mi portano sinceramente altrove».
Se dovessi pensare a un personaggio che potesse guidare l’isola chi vorresti che fosse?
S: «Credo uno degli imperatori romani come Tiberio visto ciò che ha realizzato sull’isola».
M: «Un fotografo americano, John Russo. Mio nonno è stato il primo a scattare le prime immagini nella Grotta Azzurra. Ed è grazie a lui che ho scoperto che tramite l’opera fotografica si possono cambiare tante cose, non soltanto il modo di vedere ma anche di ascoltare in qualche modo delle immagini. John Russo, autore di scatti memorabili di artiste come Jennifer Lopez, ha inoltre stravolto concettualmente il linguaggio che si cela dietro la fotografia».
Ti piacerebbe che l’isola fosse aperta al turismo anche d’inverno?
S: «Certo. Un tempo si facevano un sacco di eventi. Gli alberghi erano aperti e si facevano le serate di gala con la tarantella. Lo ricordo come se fosse ieri dato che mio padre faceva il fotografo e quindi spesso andavo con lui a queste manifestazioni».
M: «Il vantaggio di un’isola aperta anche d’inverno è l’ideale. Ma serve studiare un bel programma per renderlo effettivo. Capri ha bisogno di un turismo diverso non ha soltanto bisogno di un turismo di massa che in un certo senso soffoca i residenti nei periodi di alta stagione. Per questo abbiamo tutte queste bellezze che soprattutto d’inverno possono essere ammirate in tutto il loro splendore. Scrittori e artisti in passato venivano a Capri per realizzare le loro opere. Ma a oggi si è persa l’autenticità dell’isola, e se non farà qualcosa prima o poi il mito caprese scomparirà».
Quali sono i tuoi punti di ritrovo con gli amici?
S: «La Piazzetta è stato sempre il punto di riferimento da quando ero ragazza, quindi se ci diamo appuntamento in un posto in particolare, sappiamo dove andare».
M: «Il negozio. Alla domanda “dove ci vediamo?” la risposta è sempre la stessa: da Martina. Mi trovo spesso con le amiche qui. Ci mangiamo un toast, ci beviamo un caffè. Parliamo del più e del meno non essendoci alcun bar aperto».
Dimmi una cosa caprese e una cosa non caprese
S: «Il limoncello, la torta caprese, la campanella di Capri, oppure le ceramiche dipinte a mano che sono qualcosa di caratteristico».
M: «La Dolce Vita e le spiagge che identificano il nostro Paese».
Se dovessi selezionare tre aziende isolane di successo quali sarebbero?
S: «La prima che mi viene in mente è la boutique Le Farella. Dal cashmere riescono a realizzare dei capi d’abbigliamento straordinari. Alla pasticceria Buonocore fanno invece gelati più buoni del mondo. Una tappa obbligata per i turisti. 100% Capri da anni crea dei modelli veramente graziosi».
M: «Silvio Staiano di Capri Watch sicuramente. Y’am Capri della mia amica Valeria per la sua storia dato che è partita da zero e sta andando davvero bene. Poi devo per forza citare un gruppo di tre ragazzi capresi che hanno fondato la Capri Boat Service, un servizio di barche a noleggio. Loro sono un esempio di quanto la passione per l’isola ti possa portare davvero lontano».
Perché un turista dovrebbe venire sull’isola di Capri?
S: «Perché Capri è un vero incanto. Nel momento in cui metti piedi sull’isola, respiri un’aria magica. Un’emozione che non si prova in altri posti al mondo».
M: «A Capri puoi trovare tutto ciò che vuoi: pace, relax, la Dolce Vita. E non mancano momenti di svago viste le discoteche che si trovano sull’isola. Ma la ricchezza dell’isola è rappresentato dalle persone che la abitano. Sempre disponibili e pronte a far sentire il turista a proprio agio».
Riccardo Lo Re






