Due stelle a L’Olivo di Anacapri, in cima alla classifica della cucina italiana. Una stella per il ristorante Le Monzù a Capri
L’isola di Capri coperta di stelle. Sono quelle della guida Michelin che quest’anno taglia il traguardo della 70° edizione. L’ultimo volume è stato svelato martedì mattina al teatro comunale Pavarotti-Freni di Modena. Un evento celebrativo tanto atteso per il settore gastronomico alla presenza di diversi invitati legati all’alta cucina italiana.
L’ultima edizione risulta infatti tra le più ricche di sempre visti i 130 nuovi ristoranti aggiunti nella guida. Complessivamente sono 393 le stelle assegnate quest’anno. Un risultato frutto de lungo lavoro degli ispettori della guida Michelin che in anonimato hanno valutato i ristoranti del territorio.
L’isola di Capri può contare in questo caso su due grandi locali. Il primo è un due stelle di eccellenza, L’Olivo di Anacapri. Il secondo è il ristorante Le Monzù a Capri. Un altro simbolo di eleganza per chi ama vivere una straordinaria esperienza sotto il cielo azzurro del Mediterrano. La guida quando parla de L’Olivo ricorda prima di tutto la location esclusiva del Capri Palace, uno degli alberghi più prestigiosi dell’isola. Dal vasto e raffinato salotto vengono infatti presentati i piatti dello chef Andrea Migliaccio. Una figura capace di raccontare la cucina italiana e campana anche con delle rivisitazioni speciali che non rinunciano ai colori sferzanti e ai sapori locali. «Un vero piacere per il palato, con primi piatti esplosivi, dalle eliche con pesci di scoglio al risotto al ragù napoletano».
Il ristorante Le Monzù è invece incastonato nell’albergo Punta Tragara disegnato da Le Corbusier. Oltre a sfruttare una posizione invidiabile davanti a Marina Piccola, «la cucina prodotta dallo chef offre alcuni menu degustazione, tra cui il suggerito “Tra le Onde”, un’ottima rappresentazione del pescato locale».
«La selezione 2025, con 393 ristoranti stellati rappresenta una fotografia che conferma l’eccellenza della cucina italiana, fatta di tradizioni, contaminazioni e innovazione. Le 36 novità all’interno del firmamento della penisola testimoniano la vivacità del settore che promette esperienze culinarie emozionanti, che raccontano la qualità di prodotti e l’incredibile varietà di materie prime che questa penisola eccezionale può offrire», ha commentato Gwendal Poullennec, direttore internazionale delle Guide Michelin.
Riccardo Lo Re


