La storia del Caesar Augustus: un simbolo di Capri e della sua cultura

Dalla statua di Cesare Augusto alla trasformazione della villa in un prestigioso hotel, un viaggio nel tempo tra nobiltà e passione per l’arte

È uno dei simboli dell’isola. E la storia del Caesar Augustus è un racconto di arte, cultura e visioni che ha plasmato il volto dell’isola di Capri. La statua, posizionata con grazia sulla terrazza del Caesar Augustus, è molto più di un semplice monumento. È una testimonianza di una lunga e intrigante storia che intreccia il suo destino con quello dell’isola di Capri. Questa statua, una copia ottocentesca del celebre Cesare di Prima Porta, fu scelta dal principe russo Emmanuel Bulhak per dominare il panorama su Villa Jovis, la residenza che Tiberio, suo figlio adottivo, costruì sull’estremità opposta dell’isola.

Le radici del Caesar Augustus affondano nella seconda metà del 1800, come testimoniano alcune antiche fotografie. All’epoca, il luogo era conosciuto come “Villa Bitter”, di proprietà di un facoltoso aristocratico tedesco. La villa si trasformò in una locanda per accogliere i lavoratori impegnati nella costruzione della strada carrozzabile tra Capri e Anacapri, inaugurata nel 1878, e per tutti coloro che percorrevano la Scala Fenicia, l’unica via di collegamento con Anacapri.

Negli anni di inizio Novecento, Emmanuel Bulhak, per anticipare il futuro incerto della nobiltà russa a seguito della rivoluzione d’ottobre, si stabilì ad Anacapri portando con sé i suoi beni. La sua acuta intuizione gli permise di sfuggire a un destino di miseria, trovando rifugio in un’isola di bellezza infinita. Qui, Bulhak acquistò Villa Bitter e ne fece un centro di arte e cultura, posizionando la statua di Cesare Augusto con l’intento di rimarcare l’importanza storica dell’imperatore nell’immagine di Capri.

La scelta di un simbolo come Cesare Augusto invece di Tiberio, considerato il più famoso imperatore di Capri, deriva dalla passione di Bulhak per la storia antica. Egli sosteneva che fu Cesare, con le sue politiche e il suo potere, a rendere Capri famosa e di rilevanza nel mondo romano.

Dopo il ventennio fascista, in un clima nuovamente carico di tensione per l’imminente conflitto mondiale, Bulhak decise di trasferirsi in Inghilterra, vendendo la villa alla famiglia Signorini. Negli anni Quaranta, la famiglia trasformò la storica villa in un hotel, e sotto la direzione di Paolo Signorini, il Caesar Augustus divenne uno dei resort di lusso più apprezzati a livello mondiale, arricchendo ulteriormente l’eredità culturale dell’isola di Capri.

La statua di Cesare Augusto non è solo un’opera d’arte, ma un simbolo potente che continua a rappresentare il legame tra passato e presente, rendendo Capri una destinazione di richiamo e ispirazione per visitatori di tutto il mondo.

Sibilla Panfili

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