Lenin e l’Élite russa: il laboratorio della Rivoluzione

Scopri il sorprendente soggiorno di Vladimir Lenin a Capri, dove si immerse in un ambiente di intellettuali e artisti

Tra il 1908 e il 1910, l’isola di Capri si trasformò in un rifugio inaspettato per Vladimir Ilic Uljanov, noto come Lenin. All’epoca, l’isola era già celebrata come la “perla del Mediterraneo”, un angolo di paradiso lontano dai conflitti e dalle sofferenze del mondo. La Capri di inizio secolo era un crogiolo di élite internazionali, dove nobili, artisti e intellettuali si mescolavano, ricercando stimoli creativi e un rifugio dalla pressione del potere.

Soggiorni illustri caratterizzarono quegli anni: a Villa Discopoli, il poeta Rainer Maria Rilke, e nella splendida Villa Lysis, il conte francese Jacques d’Adelsward Fersen, cercavano una fuga dal giudizio delle società. Anche Joseph Conrad, Norman Douglas e Oskar Kokoschka contribuirono a connotare l’atmosfera vibrante dell’isola.

É in questo contesto che si consolidò una piccola comunità russa. Maksim Gorkij, giunto sull’isola azzurra nel 1906, avrebbe vissuto una profonda amicizia con l’isola e le sue bellezze. Qui, Gorkij immaginava di istituire una “Scuola di Capri”, un cenacolo per formare nuovi rivoluzionari, circondato dai fiori e dalle onde del Golfo di Napoli.

I pescatori capresi, abituati alla presenza degli aristocratici europei, rimasero meravigliati nel vedere uomini dai tratti slavi, i quali, in cerca di nuovi orizzonti politici, si impossessavano delle spiagge. Durante questo periodo, Napoli era in piena fioritura culturale, e Gorkij si lasciò affascinare dal folklore locale e dalla musica popolare, tanto da lasciare un segno indelebile nella sua opera.

Nel tentativo di alimentare il suo sogno, Gorkij invitò Lenin a Capri, promettendo che sarebbe rimasto “incantato dalle sue bellezze”. E così, Lenin, desideroso di osservare di persona questa “scuola dei rivoluzionari”, si recò sull’isola, dove trovò anche il tempo per sfidare Gorkij e gli altri a una storica partita a scacchi. È curioso pensare che, in quella casa, oltre al futuro della rivoluzione, si giocasse anche la gloria personale. Questo ricordo è così vivo che oggi si celebra un torneo di scacchi a lui dedicato.

Ma i segreti e le tensioni non si fermarono al tavolo da gioco. Infatti, mentre Lenin rifletteva sulle sorti della rivoluzione, una spia dei servizi segreti britannici osservava da vicino, preoccupata che i rivoluzionari potessero stringere alleanze con la potentissima famiglia Krupp, produttrice di armi.

Il legame di Lenin con l’isola di Capri non svanì con il tempo, armato della volontà di comprendere meglio la vita dei pescatori locali e della cultura dell’isola. Oggi, il suo ricordo è perpetuato attraverso un busto situato nei Giardini di Augusto, che scruta il mare e gli yacht ormeggiati vicino ai famosi Faraglioni.

Questo affascinante capitolo della storia di Capri è stato esplorato in opere come “Scacco allo Zar” di Gennaro Sangiuliano e “Lenin a Capri” di Davide Pinardi, meritevoli letture per chi desidera approfondire il curioso incontro tra il padre della rivoluzione proletaria e l’incantevole isola.

L’isola di Capri non è solo un luogo di bellezze naturali, ma anche un laboratorio di idee e visioni rivoluzionarie dove, accanto ai fiori, si è tessuto un capitolo significativo della storia russa.

Sibilla Panfili

I nostri social

Translate »