Prosegue il gemellaggio tra le due anime europee legate insieme dalla tradizione locale e da una cultura enogastronomica conservata nel tempo
Cucina. Cultura. Tradizioni. Sono valori che accomunano località così distanti e allo stesso tempo vicine. L’isola di Capri e la cittadina Thonon les Bains continuano a dialogare in cerca di un equilibrio che possa portare a collaborazioni da attuare in futuro. Lo scorso ottobre una delegazione caprese è passata in Alta Savoia, vicino al lago di Ginevra, per una visita nella città turistica francese. In quell’occasione hanno avuto modo di apprezzare non solo la bellezza del territorio ma anche le proposte culturali messe in campo per la promozione della destinazione. Nel corso dell’incontro sono emersi diversi elementi in comune con Capri: un liceo turistico alberghiero (diretto da Bernard Lambert) all’avanguardia, una tradizione locale ben consolidata e l’accoglienza che rappresenta il miglior biglietto da visita per una città o una meta turistica.
La comunità di Thonon les Bains ha scelto di ricambiare con una visita proprio sull’isola azzurra dove ad accoglierla ci hanno pensato gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Axel Munthe” ad Anacapri. La prima tappa della delegazione, rappresentata da docenti e amministratori comunali francesi, è stata proprio l’alberghiero. La dirigente scolastica, Antonella Astarita, si è vestita nei panni di Cicerone guidando i presenti tra le varie zone dell’istituto. A quel punto dalla visita si è passati all’assaggio. I piatti della cucina caprese si sono presi la scena accarezzando il palato dei delegati capresi a ogni morso. I rappresentanti di Thonon les Bains hanno avuto modo di assaggiare gli involtini di melanzane, i ravioli capresi e, infine, il piatto speciale per gli isolani, il totano, preparato per l’occasione dagli studenti dell’alberghiero “Axel Munthe” grazie al supporto prezioso dei loro docenti. Infine, la visita in seggiovia fino al Monte Solaro dove gli ospiti hanno potuto ammirare un panorama mozzafiato sul Golfo di Napoli.
Riccardo Lo Re


