L’intervento del presidente di Confindustria nel corso della quarantesima edizione del convegno dei giovani imprenditori andato in scena il 10 e l’11 ottobre sull’isola azzurra
Dal palco del convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Capri, sabato 11 ottobre il presidente Emanuele Orsini ha lanciato un messaggio chiaro al Governo: servono misure «poderose» e una «visione industriale» capace di restituire centralità alle imprese e agli investimenti.
«Abbiamo bisogno che le nostre aziende possano tornare a investire. Lo stiamo dicendo in tutti i modi – ha sottolineato Orsini –. È obbligatorio avere una visione triennale. Questo Paese ha bisogno di programmazione e coraggio».
Il presidente degli industriali ha fatto eco al “grido d’allarme” lanciato dai giovani imprenditori, ricordando che «i numeri sono drammatici e oggettivi». Per Orsini, la prossima legge di bilancio dovrà tenere conto delle proposte emerse durante il convegno, a partire dal tema del merito e del sostegno ai giovani. «Dobbiamo dare forza al merito – ha aggiunto – per evitare che le nuove generazioni e le loro imprese fuggano all’estero».
Tra i modelli citati, Orsini ha richiamato la Zes, le Zone economiche speciali, come riferimento per la prossima manovra: «È un modello che ci piace e che deve diventare centrale. La ricchezza del Paese non si genera con l’Irpef o con le pensioni, ma creando lavoro e competitività. Mi auguro che imprese e investimenti tornino davvero al centro delle politiche economiche».
Un altro nodo cruciale riguarda l’energia. Orsini ha chiesto un intervento rapido e strutturale per ridurre il costo energetico, considerato uno dei principali ostacoli alla competitività industriale italiana. «Ci aspettiamo a giorni un provvedimento concreto. Serve che il prezzo dell’energia diventi strutturalmente più basso. Le imprese scappano per la burocrazia e per i costi. Dobbiamo fare in modo che la catena del valore resti in Italia», ha ammonito, ricordando come la Germania abbia già varato un piano energetico di dodici anni mentre in Italia «si procede con misure annuali».
Infine, un messaggio diretto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, assente all’ultimo momento dal collegamento previsto: «Sediamoci e pensiamo al futuro del Paese. Con 16 miliardi la coperta è corta, ma bisogna valorizzare ciò che genera reddito: l’impresa e l’industria».
Sibilla Panfili

