Peppe Vessicchio, il ricordo di Amedeo Minghi: «Io e te nello studio di Peppino di Capri»

Le parole di cordoglio del cantautore e compositore italiano dopo la scomparsa di del noto direttore d’orchestra napoletano

Amadeus, Luciana Littizzetto, Carlo Conti, Fabio Fazio, Gianni Morandi e Ron. Sono solo alcune delle personalità del mondo della musica e dello spettacolo che hanno deciso di ricordare il maestro Peppe Vessicchio. Il noto direttore d’orchestra napoletano è morto a 69 anni per una polmonite interstiziale precipitata rapidamente all’ospedale San Camillo di Roma. Nessuno, infatti, era preparato a una simile notizia. Una morte che lascia un vuoto difficile da colmare nonostante comunque rimarranno impresse le collaborazioni con i più grandi autori del nostro tempo e le sue partecipazioni a Sanremo. Un festival che oggi ha perso una delle sue colonne portanti.

«Sono sgomento», scrive il cantautore e compositore italiano Amedeo Minghi nel rendere omaggio a Peppe Vessicchio, cresciuto in un ambiente familiare legato molto alla tradizione musicale napoletana. Giocava tra le fabbriche di amianto e acciaio a Bagnoli ma il suo sogno aveva la forma delle note della musica. In un’intervista pubblicata su La Stampa ha riportato un momento particolarmente toccante con suo padre che lo ha sempre aiutato a seguire la sua passione.  «“Ma se ti laurei, farai mai l’architetto? ”. Gli dissi di no. E lui: “Allora perché continui? ”. Risposi: “È una promessa che ti ho fatto”. “Se vuoi fare una cosa per me, cerca di essere felice».

Amedeo Minghi ricorda perfettamente un momento condiviso insieme. «Io e te nello studio di Peppino di Capri a cercare il giusto arrangiamento per il nuovo brano». Già, le strade di Vessicchio e del noto cantante e pianista caprese si sono ad un certo punto intrecciate tendendosi insieme grazie alle onde sonore della musica italiana. Per Minghi il Maestro è sempre stata una persona gentile, cortese, attento, sapiente. «Si lavorava con leggerezza ed efficienza. Con calma serafica trovavi le soluzioni adatte. La tua maggiore qualità, era la tua duttilità.  Grande dote per un arrangiatore. Ma oggi, sei andato fuori tempo amico mio. Un tempo dispari che non lo aspettavamo e che ci trova spiazzati. Dovremo abituarci alla tua assenza e non sarà facilissimo.  In un mondo chiassoso e ormai isterico, la tua calma era rassicurante Riposa in pace carissimo e se puoi, dacci una mano Abbiamo bisogno di una “direzione” sicura».

Riccardo Lo Re

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