capri inverno

Piazzetta Tragara diventa un museo a cielo aperto con Alicja Kwade

Geologie dell’Impossibile è il titolo del progetto realizzato grazie alla collaborazione tra la Città di Capri e Plan X Gallery

La Città di Capri e Plan X Gallery uniscono le forze per un progetto comune capace di unire arte e natura sotto il cielo dell’isola più bella al mondo. Per la prima volta il Belvedere di Punta Tragara diventa una piccola galleria senza confini grazie all’iniziativa messa in campo dalle due istituzioni con il supporto dell’artista Alicja Kwade e di Pace Gallery.
Il Belvedere di Tragara ospita “Geologia dell’impossibile”: un luogo d’incontro tra paesaggio, sguardo e tempo. Alicja Kwade interviene con un gesto essenziale e spiazzante. Tre sedie in bronzo, che fanno parte dalle serie Carrier e Double Carrier, non si possono usare vista la presenza di blocchi di pietra grezza, una materia antica che di fatto spezza il legame naturale tra forma e funzione.
Alicja Kwade vive e lavora a Berlino. Un’artista poliedrica per molti ritenuta una delle massime esponenti della scultura contemporanea. Con il linguaggio universale dell’arte è capace di esplorare concetti come tempo, percezione, materia e realtà sfidando le leggi della fisica con l’utilizzo di materiali di uso comune come il metallo e specchi.
La pietra, in questo caso, rende inutilizzabile la sedia che si trasforma in oggetto carico di un peso e incapace di accogliere il corpo. La natura penetra nella cultura in un momento di forte sospensione e tensione tra possibilità e limite. In tutto questo si viene a creare un rapporto inedito con il paesaggio. Le tre sculture sembrano dialogare con i Faraglioni, come se una forza invisibile avesse trasferito degli elementi dal mare alla terraferma. In queste opere, fanno sapere i curatori, “si incontrano — e si scontrano — due mondi: quello della natura e quello dell’uomo, il tempo geologico e il progetto umano. Kwade – concludono – mette a confronto pietra e sedia: la massa contro la funzione, il tempo contro l’intenzione”.
Le opere di Alicja Kwade, sono state esposte in diverse gallerie del mondo, dal Metropolitan Museum of Art di New York alla Biennale di Venezia fino all MIT di Boston. In questo caso a Capri emergono le fratture tra realtà e percezione, “tra ciò che si può misurare e ciò che sfugge alla logica”. Le sue sculture offrono un momento di meditazione sui limiti dell’abitare e non si fermano solo a occupare uno spazio, ma lo trasformano completamente. “Non invitano a sedersi – concludono i curatori – ma a riflettere. Non offrono risposte, ma pongono una presenza silenziosa e potente”.

Riccardo Lo Re

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