Il presepe ottocentesco di San Costanzo incanta ancora una volta l’isola grazie al lavoro egregio dei volontari
La storica chiesa di San Costanzo torna ad accogliere un pezzo di tradizione dell’isola. Oltre a essere il cuore spirituale della comunità caprese, è la sede del presepe di fine Ottocento. Un capolavoro realizzato nei minimi dettagli grazie alla passione e alla maestria dei volontari. L’allestimento continua ancora oggi sorprendere residenti e visitatori. Questo perché è un lavoro in continuo divenire, con nuove prospettive, dettagli interessanti e piccoli elementi nascosti che invitano il nostro sguardo a coglierli una volta presenti sul posto.
Non è facile essere fedeli alla tradizione e aperti all’innovazioni. I curatori del presepe riescono sempre a mantenere il giusto equilibrio aggiungendo qualcosa di interessante all’opera esposta in chiesa. Un esempio è l’omaggio particolarmente evocativo all’isola. La Natività è infatti ambientata all’interno della Grotta Azzurra, uno dei luoghi più celebri e suggestivi di Capri. Tra giochi di luce e riflessi d’acqua, il momento della nascita di Gesù sembra sospeso in un’atmosfera senza tempo, immersa in quell’azzurro profondo che da secoli affascina viaggiatori e artisti.
Non mancano, inoltre, numerosi richiami alla tradizione locale. Piccole creazioni ispirate ai luoghi, ai mestieri e alle atmosfere capresi sono disseminate in tutto il presepe, pronte a essere scoperte solo da chi deciderà di visitarlo dal vivo: un invito a perlustrare ogni singolo angolo del presepe.
Il presepe è visitabile ogni giorno nella chiesa di San Costanzo. Sabato 13 dicembre è in programma un appuntamento speciale: una visita guidata a cura del professor Renato Esposito, che accompagnerà i presenti alla scoperta della storia millenaria della chiesa, dei rituali natalizi e dell’evoluzione del presepe che da anni incanta generazioni di capresi.
Riccardo Lo Re




