Avviati i progetti di scavo nei siti archeologici della villa romana di Gradola e Damecuta. Un’occasione per conoscere in profondità il passato dell’isola
Ora che l’estate è alle spalle, è giunto il momento di rilassarsi. E quale occasione migliore se non contemplare il passato di un’isola che ha ancora voglia di raccontarsi? È ciò che vogliono fare i Musei e Parchi Archeologici di Capri che hanno annunciato l’avvio di nuove campagne di scavo nei propri siti archeologici. Lo scopo di questo progetto è molteplice: far conoscere dei lati autentici di Capri, e valorizzarli dal punto di vista culturale. Per arrivare a questo si è scelto di cominciare con alcuni dei siti strategici di Anacapri: le ville romane di Gradola e di Damecuta.
Nel primo caso il cantiere è diretto da Luca Di Franco, RUP e Direttore delegato dei Musei e Parchi Archeologici di Capri, con la direzione dei lavori affidata all’architetto Brunella Como, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli. Gli esperti, in questo caso, si occuperanno della villa imperiale posizionata al di sopra della Grotta Azzurra. L’antico ninfeo romano ha protetto nel tempo delle statue di inestimabile valore raffiguranti Nettuno e Tritoni (esposte nel nuovo Museo Archeologico di Capri). Da oggi sotto la lente d’ingrandimento ci saranno queste imponenti strutture visibili ai nostri occhi, ma poco esplorate. Per questo il Ministero della Cultura, proprietario del fondo, ha deciso di finanziare lo scavo, il restauro in vista della realizzazione di un percorso di visita dell’antica villa romana che presto, finalmente, sarà aperta al pubblico. Del resto, perché non valorizzare un luogo di straordinaria bellezza, distribuito su più terrazze, affacciato sul mare e ricco di decorazioni che raccontano il passato di civiltà antiche? L’isola è dunque al lavoro per restituire un frammento di questo straordinario racconto. Entro un anno la villa di Gradola entrerà a far parte di un unico sito di visita unito alla Grotta Azzurra. Un altro piccolo gioiello che si aggiunge alla collezione d’arte caprese.
A contribuire a questa iniziativa saranno anche tirocinanti provenienti dalle università della Svezia grazie a un accordo stipulato con l’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma e Villa San Michele. Quattro studenti daranno pieno supporto agli esperti del Ministero e gli archeologi facendo in modo che si crei una collaborazione virtuosa tra le istituzioni italiane e straniere.
Nello stesso periodo ci sarà un altro cantiere, quello della villa romana di Damecuta a 150 metri sul livello del mare. Dall’ultima settimana di ottobre il gruppo del Damecuta Project, formato da giovani ricercatori e studenti tirocinanti, sotto la guida scientifica di Stefania Tuccinardi e Luca Di Franco, sarà coinvolto nelle attività di scavo di una delle ville romane più note dell’isola.
Dopo che Amedeo Maiuri ha compiuto degli scavi dal 1937 al 1949, è cominciato un nuovo capitolo in questo sito archeologico grazie alla cooperazione tra Musei di Capri e l’Università di Messina istituita nel 2024. Da quanto si apprende saranno previsti degli interventi mirati che porteranno all’acquisizione di nuovi dati sul complesso residenziale, sullo sviluppo planimetrico, sulle fasi di occupazione e di abbandono della villa. Lo scopo è lo stesso: nuovi percorsi di visita. E Villa Damecuta, che sorge all’estremità occidentale del promontorio di Anacapri, ha infatti tutti gli elementi per essere tra le mete più ambite a livello turistico: un vasto pianoro, un ampio belvedere e delle possenti sostruzioni ad archi.
Riccardo Lo Re





