Dalla sua fuga sull’isola azzurra, alla creazione di liriche d’amore, esplora come Capri abbia influenzato la sua arte e la sua vita
Fu profondo il legame profondo tra Capri e il celebre poeta cileno Pablo Neruda.
“Capri, regina di rocce / nel tuo vestito color giglio e amaranto / son vissuto per svolgere dolore e gioia…”
Questi versi tratti dalla poesia “Chioma di Capri” di Pablo Neruda, scritti nel 1952, raccontano l’intenso amore del poeta per l’isola che lo ha ispirato e accompagnato durante uno dei periodi più turbolenti della sua vita.
Mentre molti conoscono il soggiorno di Neruda a Procida grazie al film “Il Postino”, è Capri l’isola che ha realmente catturato il suo cuore. Dopo aver dovuto fuggire dal Cile nel febbraio del 1949 a causa del suo attivismo politico, Neruda si rifugiò prima a Parigi, accolto calorosamente da artisti del calibro di Picasso. Solo alla fine del 1950, giunse in Italia, visitando Roma, Firenze, Venezia e Genova.
La sua avventura napoletana non fu priva di complicazioni: ricevette un ordine di espulsione che lo portò a rifugiarsi a Capri, dove sperava di trovare tranquillità e ispirazione.


L’isola di Capri si rivelò un amore inaspettato. Qui, nella splendida Casa di Arturo di Edwin Cerio, lungo Via Tragara, il poeta trovò non solo una dimora, ma l’ispirazione che cercava, alimentando il suo fervore creativo. È proprio in questo contesto che la poesia di Neruda assunse toni amorosi ed erotici, esprimendo la sua passione per l’isola e Matilde Urrutia, la donna che amava.
Ogni giorno, Neruda scriveva versi dedicati a Capri, creando liriche dense di emozioni che sarebbero state raccolte in opere come “Los versos del Capitán” e “Las uvas y el viento”. Il suo attaccamento all’isola era così profondo che, nella sua autobiografia “Confesso che ho vissuto”, rivelò che il modo migliore per conoscere l’isola di Capri non era da turista, ma immergendosi nella vita locale: mangiando olive e bevendo vino con la gente del posto.
L’immagine di Capri che Neruda celebra è ben diversa dalla versione patinata e mondana che spesso si osserva: è un’isola vissuta, genuina, ricca di emozioni e sapori autentici.
L’isola di Capri non è solo un luogo esotico ma un vero e proprio rifugio per l’arte e la poesia. La sua bellezza mozzafiato e le sue sfide emotive hanno regalato al poeta cileno momenti di intensa creazione letteraria, rendendo l’isola un capitolo indimenticabile della sua vita e della sua opera.
Sibilla Panfili


