L’autore Luca Catuogno ha deciso di raccogliere storie e ricerche sul legame che ancora persiste tra lo sport nazionale per eccellenza e l’isola azzurra
Undici è il numero perfetto del calcio. Sono i giocatori che scendono in campo accomunati dalla stessa casacca e dallo stesso obiettivo: vincere la partita e, perché no, il campionato. In questo caso il numero undici coincide anche con i capitoli di un legame – più vivo che mai – tra il mondo del pallone e quello di Capri. Del resto c’è qualcosa che li accomuna: regalano emozioni, piacere e momenti di condivisione dal primo minuto. C’è chi, come il turista, si stupisce al primo sguardo una volta approdati a Marina Grande. E chi invece, come il tifoso, resta a bocca aperta di fronte a una prodezza del calciatore nel tentativo di portare in vantaggio la propria squadra.
Nell’immaginario di tutti i giorni l’isola di Capri è sempre stata associata alla Dolcevita e al jet set internazionale che approda durante l’estate per passare delle giornate di vacanza irripetibili. Vero. Ma oltre a essere una piccola capitale della cultura, è anche una terra dove vige la dura legge del gol come ha avuto modo di dimostrare l’autore e giornalista Luca Catuogno. Con l’Isola in campo, cento anni di calcio a Capri, ha cercato di ripercorrere passo per passo questo rapporto di amore con questo gioco. Lo scrittore ha raccolto tutto questo in un volume che mostra al lettore un lungo, appassionante e dettagliato percorso della squadra id calcio: dall’arrivo dello svizzero Hans Jenni a Marina Grande fino al pareggio per 1-1 lo scorso 29 marzo contro il Sant’Egidio Calcio che ha permesso alla G.B. Caprese di vincere il campionato di Prima Categoria. Il libro sarà ufficialmente presentato nel corso di un incontro in programma nella giornata di venerdì 12 dicembre alle ore 18 nella sede della Fondazione Smz.
Riccardo Lo Re


