Il regista ha scelto anche l’isola di Capri per alcune location, dai Giardini di Augusto al Faro di Punta Carena
Il 24 ottobre è uscito finalmente nelle sale l’ultimo film di Paolo Sorrentino: Parthenope. Un viaggio in un mondo incantato, dove la realtà si fonde con l’immaginario del mito. Non è infatti un caso che il regista abbia scelto le zone che più rispecchiano l’idea di bellezza, purezza, e di un amore capace di stravolgere i nostri sensi: Napoli e l’isola di Capri. «Partenope, – si legge nella trama – non è né una sirena, né un mito. Dal 1950 dentro di lei aleggiano le sensazioni più disparate: la spensieratezza e il suo svenimento, la bellezza classica e il suo cambiamento inesorabile, gli amori inutili e quelli impossibili, i flirt stantii e le vertigini dei colpi di fulmine, i baci nelle notti di Capri, i lampi di felicità e i dolori persistenti, i padri veri e quelli inventati, la fine delle cose, i nuovi inizi. Gli altri, vissuti, osservati, amati, uomini e donne, le loro derive malinconiche, gli occhi un po’ avviliti, le impazienze, la perdita della speranza di poter ridere ancora una volta per un uomo distinto che inciampa e cade in una via del centro. Sempre in compagnia dello scorrere del tempo, questo fidanzato fedelissimo. E di Napoli, che ammalia, incanta, urla, ride e poi sa farti male».
Tutto questo è Parthenope, un film che ti sfugge e che ti lascia campo libero per sognare. Ma per realizzare il film ha scelto delle location che sapessero riflettere la vera natura della protagonista e il suo racconto. L’isola di Capri, da questo punto di vista, torna di nuovo al centro dei pensieri di Sorrentino che, dopo È stata la mano di Dio, ha deciso di girare alcune scene proprio nell’isola delle Sirene. Non a caso. L’attrice Celeste Dalla Porta, Parthenope, ci accompagna in questo viaggio attraverso i colori e le forme autentiche delle città campane. Napoli viene ripresa attraverso i suoi vicoli e i suoi celebri monumenti, mentre Capri e Anacapri sono stati immortalati partendo dai simboli indiscussi del loro mito. La meta estiva dei giovani protagonisti viene descritta mettendoci i Faraglioni, i colossi rocciosi per eccellenza che di certo non potevano mancare nel film Parthenope. Ma sono lontani. O meglio. Si vedono attraverso un punto di vista privilegiato come il parco dei Giardini di Augusto, conosciuti anche con il nome di giardini di Krupp che ospitano vari esemplari di piante presenti nell’isola. La spiaggia che appare nelle riprese riguarda invece il Faro di Punta Carena ad Anacapri. Un vero gioiello architettonico presente dal 1867 con una torre ottagonale in muratura e una vista spettacolare sul mare sia d’estate che d’inverno.
Riccardo Lo Re


