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Due nuove sale del Museo Archeologico alla Certosa di San Giacomo

L’isola si arricchisce di nuovi reperti ed esperienze per i fruitori dei musei capresi. Tra le opere protagoniste spicca il “Sarcofago di Crispina”

Due nuove sale. Un’unica missione: arricchire il patrimonio culturale dell’isola di Capri. È quanto è emerso durante l’inaugurazione delle nuove sale del Museo Archeologico alla Certosa di San Giacomo. Un evento che porta nuova linfa all’offerta museale durante la stagione. Presenti all’appuntamento il direttore generale Musei Massimo Osanna, e il direttore dei Musei e Parchi archeologici di Capri Luca Di Franco. Per la parte istituzionale hanno partecipato il ​​sindaco  di Capri Paolo Falco e l’assessore al turismo e cultura del Comune di Anacapri, Manuele Schiano.

L’iniziativa, sostenuta dal Ministero della Cultura, si inserisce nel percorso di rinnovamento dei Musei e dei parchi archeologici di Capri, con l’obiettivo di valorizzare l’offerta culturale dell’isola azzurra. Il progetto intende inoltre promuovere il dialogo tra il patrimonio storico, il territorio e i linguaggi innovativi della comunicazione museale contemporanea. Un obiettivo possibile grazie all’ampliamento di questi spazi, capaci di ospitare un frammento di storia dell’isola di Capri.

Il museo, nato nel 2024 negli spazi del Quarto del Priore, prosegue il suo cammino arricchendosi di reperti straordinari, nuovi percorsi espositivi e tecnologie pensate per un pubblico di tutte le età. Le sezioni offrono l’opportunità di scoprire la Capri augustea e tiberiana grazie ai reperti trovati dai depositi della Certosa, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, dai Parchi archeologici di Paestum e Velia e dal Parco archeologico di Ostia Antica.

“Le nuove sale che apriamo oggi – ha dichiarato Osanna all’Ansa – sono dedicate ai reperti provenienti da contesti archeologici capresi di particolare rilievo e raccontano la storia dell’isola attraverso materiali provenienti da due contesti significativi: la villa romana in località Gasto e il sito di San Costanzo. La nuova sezione espositiva accoglie reperti databili tra l’età repubblicana e il Medioevo e presenta opere di particolare interesse storico e archeologico”. Tra le opere esposte spicca il “Sarcofago di Crispina”, opera di epoca romana – del secondo secolo d.C. – restaurata in modo da essere fruibile al pubblico.

Fondamentale è la scelta di rendere il museo più accessibile e inclusivo grazie all’innovazione digitale. Presente, infatti, una sala immersiva che offre alla ricostruzione della Capri romana, e una carta archeologica digitale a disposizione del pubblico. Infine, spazio anche al gaming educativo, attraverso attività e iniziative rivolte ai più giovani per rafforzare il legame con la storia e la memoria delle civiltà antiche.

Riccardo Lo Re

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