Generazioni a confronto: Ristorante Augusto

Rosa Iliano e Giordana Staiano gestiscono uno dei ristoranti tipici di Marina Grande. Lo fanno con passione, dedizione e amore verso l’isola azzurra

Per gustare una cucina tipica mediterranea è sufficiente fare pochi semplici passi. A Marina Grande esiste, infatti, un posto davvero magico dove poter gustare piatti di stagione realizzati secondo le ricette della tradizione locale. Il progetto di Isola di Capri Conservancy si ferma a pranzo, precisamente al Ristorante Augusto, dove ad accoglierci sono Rosa Iliano e Giordana Staiano. Da più di dieci anni gestiscono uno dei locali turistici del borgo marinaro proponendo un viaggio gastronomico nell’immaginario dei sapori. Un percorso a tappe che ti porterà a conoscere le prelibatezze regionali con una vista mozzafiato su uno dei luoghi simbolo di questa località turistica.

Cosa ti piace di Capri oggi?

Giordana Staiano: La tranquillità. È un’isola sicura, pulita. Ma ciò che adoro di più è la sua storia che porta con sé un’emozione davvero particolare. Per questo sono fiera di poterla raccontare e mi ritengo davvero fortunata di svelare i suoi segreti alla gente che viene a Capri. È un’isola che non si ferma mai e, fortunatamente, sta cambiando anche sotto l’aspetto politico dato che ci sono molti giovani che si stanno candidando per poter prendere in mano le redini  dell’isola. 

Rosa Iliano: Capri è fortunata perché ha delle bellezze naturali invidiabili. Parliamo dei Faraglioni, le grotte, il mare. Ma anche i vicoletti hanno il loro fascino. Quello che io amo di Capri è l’isola. È fantastica. 

Cosa non ti piace di Capri oggi?

G: Ciò che non mi piace è che d’inverno noi andiamo praticamente in lockdown. Per i giovani non ci sono stimoli, costringendoci a partire. Non abbiamo un centro ricreativo. Alcuni mezzi pubblici, come per esempio la funicolare di Capri, d’inverno chiudono. Quindi noi capresi dobbiamo per forza adattarci a quelle che sono le disposizioni previste per quei mesi. Allo stesso tempo non mancano i problemi durante l’estate. Certo, c’è qualcosa di magico nell’isola di Capri, ma non si riesce a gestire il flusso e ad affrontare così tanta richiesta di turismo durante i mesi caldi della stagione. Di conseguenza, si va in overbooking.

R: Sotto l’aspetto organizzativo siamo carenti. L’isola è così piccola che potrebbe essere un gioiello nel mondo. Viste le sue dimensioni potrebbe essere organizzata a dovere, ma in realtà non lo è affatto. Si arriva ad avere fino a 20 mila persone al giorno che spesso non sanno dove andare a fare il biglietto. Il porto, che è la zona più funzionale dell’isola, potrebbe essere un buon biglietto da visita per il turismo estivo. Con i nostri locali cerchiamo di offrire un servizio adeguato per tenere animato il porto fino a tarda sera. Ma quel che è certo è che non possiamo fare tutto da soli.

Per te la sostenibilità dell’isola di Capri deve essere una priorità? 

G: Assolutamente sì, essendo Capri il fiore all’occhiello non solo dell’Italia ma del mondo. Il rispetto dell’ambiente può solo che fare del bene al turismo. Purtroppo non è così. Siamo ancora indietro e sotto questo aspetto c’è ancora lavoro da fare. 

R: Potrebbe essere una priorità ma non lo è purtroppo. Dovrebbe essere un’isola verde, con auto elettriche, una corretta raccolta differenziata. Da questo punto di vista servirebbero delle direttive precise per limitare le emissioni e certi tipi di veicoli un po’ datati che invece passano senza problemi lungo le vie di Capri.

Cosa vorresti per i giovani?

G: Partirei da questa parola chiave: inclusione. Chiediamo maggiori stimoli per i ragazzi, da un centro ricreativo a spazi dedicati all’intrattenimento. Ma ciò che vediamo è un turismo solo esclusivamente giornaliero. Di sera, non essendoci grandi manifestazioni o eventi per i giovani, si tende ad andare in città o verso la terraferma per trovare qualcosa. Anche per la formazione mancano un sacco di cose. Le università non ci sono e ci tocca andare a Sorrento o Napoli non avendo un liceo linguistico che credo sia fondamentale per l’isola di Capri.  

R: Per i giovani ci sono davvero poche occasioni per esprimersi durante l’inverno. Sebbene d’estate ci siano tutte le discoteche e i ristoranti aperti purtroppo per tre mesi diventa un’isola deserta. Uno spazio vuoto per tutti i ragazzi che per motivo o per un altro abbandonano Capri.

Domani ti svegli non ci sono più i Faraglioni e Grotta Azzurra, con cosa li sostituisci? 

G: Li sostituisco con la tranquillità di Capri e del borgo di Marina Grande. Per non parlare delle bellezze di Capri e Anacapri che è bellissima, perché ancora oggi conserva le tradizioni capresi. Oltre ai Faraglioni, ci sono altri posti da scoprire come il Monte Solaro, il punto più alto dell’isola. Si possono fare delle bellissime camminate sul Pizzolungo; scoprire delle splendide attrazioni come l’arco naturale o il faro di Punta Carena. In più ci sono altre grotte incantevoli che hanno delle storie da raccontare.

R: Sarebbe un bel problema. Tutti concordano sul fatto che siano i due punti forti dell’isola. Ma l’isola ha la fortuna di avere tante bellezze: il faro che è fantastico, Villa Jovis e Villa Lysis, i fortini che sono puro incanto. Certo, sarebbe una grande perdita dato che il 50 percento di coloro che visitano Capri vogliono ammirarle in tutto il loro splendore. Ma chi viene una volta sull’isola, deve per forza tornarci per conoscerla per davvero.

Tra vent’anni sarai ancora su quest’isola?

G: Io mi auguro di sì. È un’isola tranquilla, sicura, bella, dove si concentra veramente il mondo intero. Dopo tanti sacrifici fatti dai miei genitori, mi auguro di proseguire con le loro attività e portare avanti il nome della famiglia. 

R: Spero di sì. Ne sono innamorata senza nulla togliere alle mie origini napoletane. Da 27 anni mi sono trasferita qui, e mi sento adottata da quest’isola    che mi ha dato davvero tanto. 

Se dovessi pensare a un personaggio che potesse guidare l’isola chi vorresti che fosse? 

G: Penso ad Augusto e Tiberio, che hanno contribuito tanto ad accrescere la cultura dell’isola.

R: Deve essere un grande imprenditore. Una persona che ha girato il mondo e che può migliorare l’isola sotto ogni aspetto, non solo turistico.

Ti piacerebbe che l’isola fosse aperta al turismo anche d’inverno?

G: Mi farebbe piacere per far sì che l’isola non sia ancora suddivisa in due. Capri dà il meglio di sé d’estate ma fa veramente poco d’inverno. Non c’è una via di mezzo, e non si riesce a lavorare tutto l’anno con continuità.

R: Assolutamente sì. È un’isola che può lavorare dodici mesi l’anno. Ha tutte le potenzialità per poterlo fare. Dovremmo essere solo noi imprenditori a dare una svolta concreta, appoggiati dalle amministrazioni comunali. Cosa che al momento non avviene. 

Quali sono i punti di ritrovo con gli amici? 

G: Purtroppo d’inverno ci troviamo a casa. Un po’ di musica, un semplice biliardino. Per noi è importante stare insieme e divertirci. D’estate andiamo invece a ballare all’Anema e Core, anche se non mancano i momenti per una passeggiata in via Camerelle. 

R: Per una cena preferisco stare a casa in modo da condividere una serata insieme. Però ci sono tanti luoghi dove andiamo a mangiare spesso durante le occasioni importanti. 

Dimmi una cosa caprese e una cosa non caprese.

G: Un prodotto caprese è la pezzogna, un pesce tipico dell’isola che è vicino ai Faraglioni che ha questa particolarità dell’occhio grande. Per quanto riguarda una cosa non caprese ci sono tante cose che vengono vendute come se fossero fatte a Capri ma che per tante ragioni, a cominciare dai grandi quantitativi richiesti,  vengono realizzate altrove.

R: Come dolce per me la torta caprese è caprese. Ci sono tanti posti dove la fanno mettendo la farina. Ma quella vera è con cioccolato e mandorle, senza glutine. Di non caprese il lino. Non è un prodotto che viene realizzato qui, ma è simbolo indiscusso del Made in Italy.

Se dovessi selezionare tre aziende isolane di successo quali sarebbero?

G: Roberto Russo perché ha sempre avuto l’ambizione nel proporre le ultime novità nel mondo della moda ed è stato il trampolino di lancio per molti marchi. Mio padre perché è la storia. Tutta la sua vita l’ha spesa nel bar che è una vera istituzione sull’isola. L’ultima che mi è venuta in mente è Chantecler per la sua campanella che ha fatto la storia dell’isola. 

R: Roberto Russo ha portato le grandi firme prima dell’apertura dei grandi negozi a Capri. Poi per quanto riguarda le gioiellerie ci sarebbe la famiglia di Chantecler. Un negozio storico. E infine L’Anema e Core. Venire a Capri non è come andare in altri posti simili. È qualcosa di unico. Se posso aggiungere un quarto nome devo per forza indicare mio marito per la forza che mi mette nel suo lavoro. 

Perché un turista dovrebbe venire a Capri?

G: Capri è diversa da tutti i punti di vista. Si respira l’aria della Dolce Vita. Capri è iconica con le sue bellezze naturali. Si mangia benissimo, ha una storia millenaria e dei vicoli davvero caratteristici e delle insenature che si possono vedere via mare. 

R: Capri ha il suo fascino. È un gioiello nel mondo. Pensare di passeggiare nei vicoletti capresi in cerca dei negozi delle grandi firme, le botteghe artigianali è qualcosa di spettacolare. Ti puoi mettere seduta su una spiaggia, ascoltare il rumore del mare. E i ristoranti, con la loro cucina mediterranea, sono la fine del mondo. 

Riccardo Lo Re

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