Lacrimae Rerum: Virgilio raccontato attraverso l’arte al Plan X

La mostra  è in esposizione fino al primo luglio mettendo insieme le visioni di quattro artisti: Kyler Garrison, Julius Hofmann, Pascal Möhlmann e Mateusz Sarzynski.

Plan X ha deciso di stagione estiva a Capri partendo da una frase: “sunt lacrimae Rerum et mentem mortalia tangunt.” È uno dei passaggi più importanti dell’’Eneide di Virgilio che tradotto significa “le cose piangono e provano dolore per le sofferenze dell’umanità, l’universo sente le nostre pene”. Sono parole con un certo peso che catturano l’essenza dell’esperienza umana a livello universale, il nostro rapporto con il dolore, la nostra capacità di empatia. Ognuna di queste sensazioni è contenuta nella mostra collettiva, “Lacrimae Rerum”. Un’esposizione che, fino all’1 luglio, presenta le opere principali di Kyler Garrison, Julius Hofmann, Pascal Möhlmann e Mateusz Sarzynski.

Come affermano i curatori della mostra, le parole di Virgilio non sono riconoscono l’inevitabile sofferenza che permea la vita, ma riflettono la dualità tra perdita e memoria, dolore e comprensione che risuona attraverso i secoli, diventando il tema fondante di “Lacrimae Rerum.” I dipinti di Kyler Garrison, per esempio, sono una riflessione moderna sui temi di Virgilio, indagando su come la nostra era digitale sia in grado di rimodellare la memoria e la percezione. Grazie all’uso di tecniche miste e dell’aerografo crea dei paesaggi frammentati della memoria, mostrando una distorsione e l’alterazione dei ricordi personali e collettivi. Julius Hofmann, influenzato dai suoi studi sia nella pittura tradizionale che nei media digitali, fonde questi regni per esplorare le dinamiche spaziali e compositive in un contesto digitalizzato catturando l’essenza delle parole di Virgilio. Pascal Möhlmann, invece, inserisce un tocco ribelle alle tecniche classiche, mettendo insieme il vecchio con il nuovo in un’espressione audace di “nuova bellezza”. Le sue tele vivide, arricchite di immagini sublimi, sfidano gli spettatori a trovare continuità in mezzo a quelle interruzioni tracciando allo stesso tempo una linea nel tempo che collega il classico al contemporaneo. Ultimo, ma non per importanza, troviamo Mateusz Sarzynski. Un artista che, grazie a un approccio tiene insieme grafica, pittura e immagini popolari, si focalizza sulle dimensioni politiche e culturali dell’esperienza umana ispirandosi ai significati delle parole di Virgilio.

La mostra si presenta come una lente attraverso la quale ognuno può connettersi con ogni opera d’arte. Un invito dello spettatore a riflettere sull’universalità dell’esperienza emotiva e sul ruolo dell’arte capace di comprendere le profondità del dolore umano. Per questo motivo “Lacrimae Rerum” non è solo una mostra ma una conversazione attraverso i secoli, tra Virgilio e il mondo contemporaneo.


Riccardo Lo Re

Photo by courtesy of Plan X

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