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Nudo e isola di Capri: simbiosi fra umanità e natura

Dal Barone Von Gloeden a Bruce Weber, i grandi maestri della fotografia che hanno lasciato un segno indelebile sull’Isola

L’isola di Capri è per i fotografi come un lampione per una falena, un’irresistibile attrazione, una provocazione continua per i suoi strapiombi e abissi, per quelle rocce selvagge e quel sole abbacinante che sfida l’obiettivo di ogni fotocamera. È proprio questa sfida che ha attirato fotografi di fama internazionale che si sono distinti per un approccio inusuale, fuori dai canoni convenzionali, captando l’anima sensuale dell’isola, sfrontata nella sua bellezza e misteriosa nella sua anima. Sia la fotografia a colori sia quella in bianco e nero sono riuscite a cogliere i risvolti meno ovvi di questo paesaggio incantato e aspro, interpretandolo vuoi con chiaroscuri drammatici vuoi con colori sfavillanti. E il ritratto assurge a una nuova dimensione quando il contesto naturale possiede un magnetismo così struggente.

Wilhelm von Gloeden e il tabù dell’omosessualità

Capostipite di un nuovo filone legato alla ritrattistica fu il barone Wilhelm von Gloeden (1856-1931) a cui nel 2009 è stata dedicata un’ampia retrospettiva a Villa Lysis curata da Italo Zannier, che ne ha celebrato l’esperienza caprese presentando 130 sue stampe in bianco e nero. Infrangendo i tabù sull’omosessualità, la personalità di von Gloeden viene riscattata dai cliché morbosi con cui era stato etichettato per le sue rappresentazioni di nudi maschili, e la mostra gli rende giustizia mettendo a fuoco la sua capacità espressiva e la sua peculiare estetica.
L’atmosfera idilliaca dell’isola di Capri ci regala istanti di vita personale rubati dalle finestre di una casa, o durante il riposo al mare, con soggetti immersi in una natura palpitante e arcaica. Fedele alle suggestioni della Magna Grecia, von Gloeden, secondo Charles Henri Favrod, “trova la bellezza espressiva del corpo nudo del suo modello, che sfuma in un imprendibile desiderio erotico, sublimato mediante un possesso estetico”.
Accusato di omosessualità, perversione e persino pedofilia, von Gloeden è stato riabilitato contestualizzando l’epoca culturale in cui si trovava a vivere. I suoi uomini nudi ritratti tra paesaggi e rovine, tableaux vivants di una forma artistica in voga all’epoca, sono gli apripista di una generazione di fotografi stellari che hanno raccolto il testimone e hanno potuto esprimersi con maggiore libertà.
Nel percorso che collega gli scatti del barone von Gloeden a quelli di Herbert List, Bruce Weber e Herb Ritts, quando hanno scelto l’isola di Capri come location d’elezione per i loro scatti, si materializzano immagini apertamente omoerotiche e altre in cui l’omosessualità è un gioco di allusioni, codici e allegorie.

Le sperimentazioni di Herbert List

L’atmosfera patinata di Capri è filtrata dal bianco e nero di Herbert List che le restituisce quell’aspetto epico caratteristico del Mediterraneo. Il grande fotografo tedesco, che nella sua carriera ha realizzato straordinari paesaggi e ritratto numerosi corpi maschili, ha collaborato assiduamente con riviste di moda come Life e Vogue e fatto parte dell’agenzia Magnum con Robert Capa, ma all’inizio degli Anni Trenta scelse l’isola di Capri facendone un luogo di sperimentazione e di ricerca per le sue visioni anticonvenzionali. Le sue stampe in bianco e nero ambientate nell’isola ci trasmettono tutta l’intensità, la forza e la libertà espressiva dell’artista, che ha saputo fare un grande salto professionale e distaccarsi dalla tradizionale fotografia di moda.

Herb Ritts e il nudo

Così anche per Herb Ritts (1952-2002), che ha ritratto corpi quasi sempre nudi, trattandoli come elementi perfettamente inseriti nella natura, capaci di ricalibrare le nostre percezioni e aumentare la nostra consapevolezza nei confronti di ciò che ci circonda. «Fotografo solo materiali naturali: pelle, capelli, sabbia, mare, gocce, sole, ombre. Riviste in modo audace». Quello di Ritts è uno sguardo diverso, audace e perfezionista in cui l’uso di una sensualità potente lo consacra come uno dei grandi fotografi del Novecento. Come ebbe a sostenere un altro grande fotografo, David Fahey: «Guardava le stesse nostre cose e le trovava differenti.» In un momento storico in cui è finalmente possibile affrontare le tematiche di genere, le immagini dei fotografi sono un manifesto che esprime la bellezza della diversità, un espediente per superare i pregiudizi di razza e di identità sessuale, e abbattere le barriere culturali tra arte, erotismo e pornografia.

Bruce Weber e la fotografia di moda

Infine, è grazie a Bruce Weber che nasce una nuova immagine di bellezza nella fotografia di moda, i suoi scatti sono stati pubblicati sulle riviste più importanti del mondo. La collaborazione con Diane Arbus ha lasciato una forte impronta sulla sua sensibilità artistica, e se è innegabile la sua predilezione per i corpi maschili muscolari e perfetti, con il nuovo lavoro dedicato a Capri lascia spazio alla fotogenicità dell’isola per trasformarla in una cornice dove ogni soggetto trova la sua collocazione: giovani uomini, donne e bambini sono immersi in panorami mozzafiato o ritratti nell’intimità, gli sguardi persi in se stessi o nell’infinito, come piccoli parti di un tutto più grande che li accoglie, simboli della natura autentica e sfaccettata della meravigliosa isola di Capri.

Nathalie Anne Dodd

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