Peggy Guggenheim a Capri

Nel 1922 l’ereditiera e collezionista d’arte Peggy Guggenheim, appena sposata con il bohémien parigino Laurence Vail, giunse poi a Capri per il viaggio di nozze.

Il soggiorno fu un disastro, per colpa di Vail e del suo abuso di alcol, ma a Guggenheim rimase un indelebile ricordo dell’isola, come scrisse nel suo diario: “Capri è simile a un’isola incantata: una volta che si è lì, è molto difficile andarsene. Gli abitanti sono spesso eccentrici, ma la bellezza del posto e la sua splendida posizione nella baia azzurra di Napoli sono troppo belle per essere vere”. 

Era la primavera del 1922 quando la coppia di sposi giunse sull’isola di Capri. Laurence la conosceva bene per esserci stato già molte altre volte, mentre Peggy vi aveva soggiornato solo qualche ora anni prima con un’amica. 

Sull’isola ci si spostava soprattutto a piedi in un silenzio che stregò gli sposi, anche se molti erano gli stranieri che abitavano per lunghi mesi. La coppia affittò una casa nella zona di Villa di Tiberio. Quotidianamente facevano lunghe passeggiate per raggiungere il mare. A Peggy piaceva molto Marina Piccola, ma a volte raggiungevano Marina Grande per affittare una barca a remi per andare al largo, incontro al vaporetto che arrivava da Napoli.

L’isola appariva sospesa, lontana dalla realtà, un luogo dove «nessuno sentiva il peso della responsabilità e tutta l’atmosfera ricordava quella di un’opera buffa», come scriverà Peggy nella sua autobiografia che così ricorderà ancora quelle settimane: «Capri è simile a un’isola incantata: una volta che si è lì, è molto difficile andarsene. Gli abitanti sono spesso eccentrici, ma la bellezza del posto e la sua splendida posizione nella baia azzurra di Napoli sono troppo belle per essere vere. Le passeggiate intorno a Capri sono di straordinaria bellezza e la vegetazione di certe zone ricorda le brughiere della Scozia». 

Ma la luna di miele era funestata dalla dipendenza dall’alcool di Laurence. Peggy si vergognava, lui invece era a proprio agio, amava essere violento e mettersi in mostra. Dopo tre settimane, la situazione peggiorò con l’arrivo di Clotilde, la sorella di Laurence, in compagnia di un’amica. La rivalità tra lei e Peggy finì per rovinare del tutto la luna di miele. Peggy scriverà: «non mi cedette neanche un centimetro di lui e mi faceva sentire sempre come una persona che era entrata per sbaglio in una stanza già occupata». 

Quando poi Clotilde si gettava in una nuova avventura amorosa, Laurence gelosissimo, sfogava la sua rabbia contro Peggy. Alla fine dell’estate tutti lasciarono Capri per Saint Moritz. Ma l’autunno dell’anno successivo, Peggy, Laurence, Clotilde, l’amica Mary e Sindbad, il figlio di pochi mesi, tornarono a Capri. Questo secondo soggiorno fu un incubo. Clotilde si era innamorata di un uomo sposato, il capitano Patuni, che per nascondere la tresca, inventava di andare a una battuta di caccia. Laurence, già ubriaco, affrontò Patuni in un club e gli tirò addosso tutto il mazzo di carte con cui stava giocando; ne seguì una colluttazione in cui fu ferito un poliziotto. Laurence fu arrestato. Il sindaco dell’isola, Edwin Cerio, che pochi giorni prima era stato sbeffeggiato da Laurence, tenne Laurence agli arresti dieci giorni prima del processo. L’avvocato del Consolato americano, Tirelli, con un abile giro di testimonianze riuscì a dimostrare che Laurence al momento del fatto era ubriaco e non aveva nessuna intenzione di far del male. Laurence fu liberato, ma prima di imbarcarsi sullo yacht di Tirelli che l’avrebbe portato ad Amalfi, volle fare un’ultima passeggiata in piazza, con Clotilde, per dimostrare la sua serenità nonostante l’accaduto. La vicenda pare abbia contribuito a incrinare l’amore di Peggy per Laurence che abbandonerà pochi anni dopo. 

Peggy Guggenheim tornerà a Capri solo nel 1948, ma ne resterà delusa e se ne allontanò definitivamente.

Chi era Peggy

Figlia di Benjamin Guggenheim e Florette Seligman, era nipote di Solomon R. Guggenheim, proprietario del Guggenheim Museum di New York. La famiglia Guggenheim (di antica origine ebraica e proveniente dalla Svizzera) aveva costruito la sua fortuna nell’estrazione dell’argento e del rame, e nell’industria dell’acciaio, mentre la famiglia della madre, i Seligman, erano importanti banchieri. Il padre morì quando lei aveva 14 anni nell’affondamento del Titanic, lasciando a Guggenheim un’eredità di 2,5 milioni di dollari statunitensi (circa 30 milioni in valuta attuale). Tale cifra, benché consistente, era comunque molto meno vasta rispetto alle ricchezze accumulate dai cugini. In questo periodo, Guggenheim intraprese un viaggio che la porterà dalle cascate del Niagara fino alla frontiera messicana. Guggenheim cominciò a lavorare in una libreria di New York, la Sunswise Turn, e frequentò importanti circoli e salotti, dove conobbe molti intellettuali dell’epoca tra cui Laurence Vail, un pittore squattrinato del movimento dadaista. Entrò così nel mondo dell’avanguardia. Non ebbe mai un buon rapporto con la madre, a causa forse della sua movimentata vita sentimentale. Si sposò a Parigi nel 1922 con Laurence Vail.

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