I ritrovamenti sono frutto delle operazioni del nucleo sommozzatori dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico
Sull’isola di Capri non si smette mai di scrivere pagine di storia. Le occasioni sono innumerevoli e dimostrano in verità quanto questa disciplina non sia così statica come molti possono pensare. Basta semplicemente guardarsi intorno (o in questo caso scavare nella profondità degli abissi) per assistere a qualcosa di straordinario e irripetibile: la scoperta di nuovi reperti storici. Tutto questo è stato frutto in realtà da un servizio finalizzato alla prevenzione ed al contrasto della pesca di frodo da parte del nucleo sommozzatori dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. Un lavoro che ha però portato verso un’altra strada che ha in effetti aggiunto tasselli importanti al racconto della civiltà umana sull’isola azzurra.
Ma come si è arrivati a questi ritrovamenti? Gli operatori si sono diretti su una zona specifica dell’isola, ovvero quello specchio d’acqua che si trova vicino alla Grotta Azzurra. Ad un certo punto, a una profondità di circa 35 metri, i responsabili del nucleo sommozzatori hanno fotografato un’ancora litica. allo stesso tempo, sempre all’interno della grotta, a circa 20 metri di profondità hanno rilevato la presenza di una parte dell’orlo di un dolium risalente all’epoca romana.



Ai tempi dell’imperatore Tiberio quella zona era un sontuoso Ninfeo decorato con oggetti e ornamenti di straordinario valore. In più era un’area particolarmente frequentata da chi era solito soggiornare sull’isola come dimostrano le nicchie dove in passato erano state collocate delle sculture, e gli studi dell’archeologo Amedeo Maiuri che portarono al ritrovamento di statue presenti oggi nel museo della Casa Rossa di Anacapri.
Inoltre, gli agenti hanno effettuato un’ulteriore immersione in località Grotta Bianca dove hanno riscontrato la presenza di pietre di ossidiana, riconducibili al carico di un relitto di epoca neolitica, a 30 metri circa di profondità. Tutti i reperti alla fine sono stati lasciati nella posizione in cui sono stati trovati, tutelando così la loro integrità.
Riccardo Lo Re

