Torna a Capri il falò di San Sebastiano

Un rito che unisce tradizione e memoria nel cuore della Piazzetta caprese. Tutto il programma della giornata del 20 gennaio

Capri rinnova anche quest’anno il rito del Fuoco di San Sebastiano. Una tradizione legata al passato ma che torna a illuminare l’isola mantenendo vivo il ricordo e lo spirito di una comunità. L’iniziativa, promossa dalla Città di Capri, si inserisce in un più ampio percorso di recupero delle tradizioni popolari e culturali isolane, spesso tramandate di generazione ma allo stesso tempo a rischio estinzione.

Martedì 20 gennaio la giornata dedicata a San Sebastiano prenderà il via sin dal mattino con la celebrazione della santa messa in onore del santo. Nel pomeriggio si entrerà nel vivo della manifestazione con il momento più atteso: l’accensione del grande falò in Piazzetta. A curare il rito saranno gli scout, accompagnati dagli interventi musicali di ‘A meza de Seje e di Serena Vinaccia. A chiudere la giornata, la degustazione gastronomica, ulteriore occasione di condivisione e convivialità per residenti e visitatori.

Le origini

Il falò, conosciuto localmente come “fucarazzo”, non è soltanto un evento folkloristico, ma un rito legato all’identità e all’appartenenza di un’intera comunità. Un appuntamento che riafferma il legame profondo tra Capri e la sua storia.

Sulle origini del rito del falò si hanno poche informazioni certe, essendo state tramandate quasi esclusivamente dalla tradizione orale. Tuttavia, dalle ricostruzioni storiche emerge che il “fucarazzo” affondi le sue radici in un passato molto lontano. Il primo rituale potrebbe risalire al Seicento, periodo in cui la peste colpì duramente la città di Napoli. L’isola Capri non fu esclusa da questo flagello. Anzi, quella pestilenza portò dolore e sofferenza all’intera popolazione, decimata dalla diffusione dell’epidemia. Nel tentativo di arginare il contagio, gli abitanti decisero di bruciare in piazza i vestiti dei malati.

I pochi superstiti decisero dunque di ringraziare il santo patrono San Sebastiano, invocato in quanto protettore contro la peste. Organizzarono un enorme falò e costruirono un’edicola all’ingresso del vecchio paese. Un rito di devozione e di speranza che, in poco tempo, divenne simbolo della resilienza della comunità caprese. La tradizione ha subito un’interruzione nel 1998, ma oggi torna a vivere, rinnovata, e rispettosa delle sue radici profonde.

Riccardo Lo Re

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