Elogio alla granita, una fresca compagnia

Un antico e semplice drink da passeggio resta al top delle preferenze dei vacanzieri, specie quando il sole accende i pomeriggi dell’isola di Capri

Il ghiaccio è tra i sinonimi dell’estate: ciò che si usava bere fino a maggio lo si continua a consumare anche nei mesi successivi ma rigorosamente on the rocks. L’uomo ha capito subito, però, che c’era bisogno di qualcosa ad hoc, qualcosa che offrisse una ragione di più per bramare l’arrivo della stagione calda: la granita.

La storia

All’origine c’è il Medio Oriente: durante la dominazione islamica in Sicilia, avvenuta circa mille anni fa, gli arabi importarono lo sharbat, una bibita realizzata con la neve di montagna raccolta in inverno e conservata nelle grotte, poi aromatizzata con del succo di frutta. Successivamente, l’invenzione di sistemi che permettessero al ghiaccio di non compattarsi in un unico blocco ma di restare sotto forma di cristalli più o meno regolari, ha fatto sì che la neve svolgesse la funzione di raffreddare il succo di frutta piuttosto che essere l’ingrediente principale della granita: questo ha fatto sì che si distinguesse la grattachecca (o ‘rattata) – più vicina al metodo antico – dalla granita che conosciamo oggi.

Ovunque, ma soprattutto…

Cosa c’entra, però, l’isola di Capri? C’entra sempre, anche marginalmente: nonostante il ghiaccio e la neve non siano prerogative di questo meraviglioso territorio, lo sono certamente i limoni. I limoni di Capri, spesso forniti direttamente dai contadini che ne coltivano in abbondanza, sono esposti in bella vista, orgogliosamente, dai titolari dei pochi chioschi dedicati quasi esclusivamente alle granite da passeggio. Sebbene, ormai, quasi tutti i bar dell’isola di Capri – compresi quelli interni degli hotel – siano forniti di granitori, resistono dei piccoli chioschetti dislocati in posti strategici: in piazza Diaz (la celebre terrazza superiore della Funicolare), alla fine di via Tragara, su viale Matteotti appena prima dei Giardini d’Augusto e, in quel di Anacapri, sul viale Axel Munthe verso Villa San Michele.

Non per caso

La posizione di queste caratteristiche e invitanti strutture non è casuale, perché offrono l’occasione di affrontare le conseguenti, lunghe passeggiate nonostante gli oltre trenta gradi che luglio e agosto – talvolta anche settembre, se vuole – garantiscono agli ospiti dell’isola di Capri. Le persone che vi accoglieranno dal piccolo bancone di lavoro – per i pochi secondi necessari a preparare la pozione magica che vi placherà l’arsura – sono sempre sorridenti, colorate, in alcuni casi anche meravigliosamente folk. Abbiamo fatto riferimento al limone perché rappresenta la granita per antonomasia: varianti al melone e all’arancia, seguendo il vostro gusto, sono altrettanto valide e utili alla causa.
Buona – in tutti i sensi – passeggiata!

Michele Di Sarno

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