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Culto, storia e tradizione

L’isola in festa per il santo patrono: il 14 maggio si celebra San Costanzo

La fede di cui è tuttora permeata la popolazione isolana si sviluppa verso tre picchi celebrativi, durante l’anno: il 14 maggio è dedicato al patrono di Capri, San Costanzo. Sant’Antonio, protettore di Anacapri, si celebra il 13 giugno, mentre la seconda domenica di settembre si onora la Madonna della Libera, veneratissima a Marina Grande. Tutte queste celebrazioni si snodano tra manifestazioni religiose, processioni e spettacoli musicali con bancarelle, tour gastronomici e fuochi d’artificio, organizzati dai rispettivi comitati di quartiere, anch’essi ormai parte della tradizione popolare isolana. 

Tre occasioni per conoscere – qualora vi troviate sull’isola di Capri in una di queste date – il lato più intimista delle comunità di Anacapri e Capri

San Costanzo: da salvato a protettore

Vissuto nel VII secolo, San Costanzo fu patriarca di Costantinopoli nel 675 col nome di Costantino I e si distinse per la sua opera contro gli eretici. Di ritorno da una missione in Occidente, si sentì male mentre era a bordo di una nave nei pressi dell’isola di Capri. All’attracco, la visita all’isola – come pare essere capitato a tanti – si rivelò salvifica per il suo stato di salute, tanto da decidere di diffondere il cristianesimo nell’abitato locale, facendosi amare e, dopo la sua morte, venerare dalla popolazione.

In suo onore fu costruita l’attuale chiesa di San Costanzo, chiamata anche, dagli anni Settanta, di Maria Santissima della Libera, nei pressi di Marina Grande: per avere un’idea del legame tra questo santo e l’isola di Capri, basti pensare al fatto che ancora oggi, sebbene l’usanza stia subendo una flessione, molti capresi si chiamano Costanzo o Costanza in suo omaggio.

La processione principale si svolge nel pomeriggio del 14 maggio: parte dalla Chiesa di Santo Stefano, sfila in piazzetta e raggiunge la Chiesa di San Costanzo con la statua in argento del santo patrono portata in spalla dai fedeli fino a Marina Grande. 

I prodigi per Anacapri

Il legame tra la comunità anacaprese e Sant’Antonio è meno fisico e più spirituale: parliamo di Sant’Antonio da Padova, nato a Lisbona nel 1195 e canonizzato già nel 1232, un anno dopo la sua morte, essendogli stato attribuito un numero considerevole di miracoli. Gli anacapresi, nel corso dei secoli, hanno coltivato la devozione verso Sant’Antonio anche in seguito a tanti avvenimenti prodigiosi. Si ricorda un lungo periodo di siccità nel 1920 interrotto nel momento in cui il santo è stato esposto in chiesa. Alla fine dell’Ottocento, invece, gli agricoltori hanno collegato al patrono l’improvvisa ripresa della fertilità dei propri vigneti, messi a dura prova per decenni dagli attacchi della fillossera della vite. Non si contano, poi, le attribuzioni miracolose per intercessioni nella vita dei singoli cittadini, tra le quali si annoverano anche diverse guarigioni.

La festa si svolge il 13 giugno e, anche in questo caso, il santo viene portato in processione attraverso le vie del centro di Anacapri: in segno di devozione i fedeli lanciano petali di ginestra al passaggio della statua.

La Madonna della Libera

La devozione per la Madonna è trasversale, nel mondo cattolico: la specifica denominazione della Libera risale a un’apparizione di Maria nel beneventano nel VII secolo. 

Marina Grande, in questa occasione, si riempie di allegria, luci e le tipiche bancarelle di vario genere, offrendo ai visitatori uno spaccato dell’identità di un popolo che si unisce nel segno degli elementi semplici con cui tutto ebbe inizio: fede, pescatori e borgo marinaro.

Michele Di Sarno

Credit: Costantino Esposito

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