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Francesco Bertolini: «creare sinergia tra le aziende dell’isola»

Il professore di SDA Bocconi Francesco Bertolini, in occasione dell’incontro avvenuto all’Hotel Mamela il 5 maggio, ci racconta nel dettaglio il progetto di Isola di Capri Circolare

Il docente Francesco Bertolini è intervenuto lo scorso 5 maggio in occasione dell’incontro promosso da Isola di Capri Conservancy in collaborazione con SDA Bocconi. La ricerca Isola di Capri Circolare ha individuato alcuni esempi virtuosi sottolineando un interesse sempre più marcato rispetto ai temi della sostenibilità ambientale. Piccoli gesti che possono servire come modello di business anche per le altre isole minori.

Lei è uno dei maggiori conoscitori in Italia degli effetti positivi apportati dall’economia circolare. Quanto sono importanti le scelte che vanno in questa direzione?

«In questo momento non è più importante se o come verranno fatte queste scelte, ma quando queste scelte saranno finalmente attuate, partendo da investimenti significativi da parte delle aziende. La carenza di materie prime a rappresenta il grande problema per tutte le imprese, esplosa ormai da 18 mesi, ben prima della guerra. Tutto ciò impone una maggiore attenzione ai temi dell’economia circolare, a cominciare dalla necessità di recuperare le materie seconde che oggi sono davvero importanti. Le prime da un punto di vista ambientale sono sempre più scarse, ma da un punto di vista economico vediamo un aumento drastico dei prezzi negli ultimi anni. Il che va a influire pesantemente sulla filiera delle imprese industriali». 

Oggi avete presentato i risultati delle innovazioni apportate sull’isola di Capri da alcune aziende. Potrebbe riassumere i principali?

«Il progetto si è concentrato soprattutto su alcuni esempi concreti che abbiamo proposto all’isola, legati alla chiusura del cerchio sulle varie filiere. Per quanto riguarda il settore della carta abbiamo presentato il caso di un cioccolatino con un packaging totalmente circolare. Lo stesso approccio lo abbiamo utilizzato coinvolgendo una grande azienda italiana che è il Gruppo Zignago che ha recuperato il materiale di scarto caprese in vetro e lo ha trasformato in bottiglie da riutilizzare per imbottigliare il vino a Capri. Abbiamo, tra le varie cose, promosso un progetto di consapevolezza dei visitatori di Anacapri per quanto riguarda la filiera dell’umido, attraverso un accordo che prevede una campagna di comunicazione verso tutti i B&B di Anacapri insieme a Biorepack». 

Quali sono i passi successivi che gli imprenditori capresi potrebbero mettere in atto?

«L’idea è di creare le condizioni per una maggiore collaborazione tra gli operatori dell’isola. Creare di fatto una maggiore coesione com’è del resto lo scopo di Isola di Capri Conservancy. Per farlo è necessario puntare sia alle attività ricettive che da quelle artigianali ed economiche, dal settore profumi che sono presenti in tutto il mondo, e quelli più di nicchia come quelli che producono sandali o bevande famose come liquori, gin, e amari. Il senso sta proprio nel creare una grande opportunità di sviluppo e allo stesso tempo una profonda coesione tra varie aziende locali». 

E quale sarà il prossimo passo della ricerca che prosegue tra Capri circolare e SDA Bocconi?

«Stiamo valutando con IDCC i prossimi step. Potrebbe essere un ulteriore approfondimento sui temi di economia circolare oppure uno studio su altre tematiche ambientali legati all’energia o la mobilità che sono due altri grandi temi fondamentali in materia di sostenibilità che possono influire sull’economia dell’isola».

Riccardo Lo Re

Credits: Costantino Esposito

Francesco Bertolini
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