Gina Lollobrigida e il legame con Capri 

L’attrice rimase particolarmente affascinata dalla bellezza dell’isola tra natura, glamour e il lusso dei grandi brand capresi

Se n’è andata a 95 anni la Bersagliera. Una delle attrici simbolo del Neorealismo e del cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta. Gina Lollobrigida è stata l’emblema di uno spaccato culturale rappresentato dai suo film più conosciuti a livello nazionale e internazionale. Una figura che non ha mani nascosto il suo fascino, ma che è riuscita sempre a combinarlo con il suo talento trovando l’appoggio di registi di Cinecittà e Hollywood. Se c’era infatti una figura che rispecchiava la rinascita dal dopoguerra era proprio lei. Un’immagine di libertà conquistata con forza dentro e fuori dal set. Questo coraggio di certo non rimaneva confinato sul grande schermo, tanto da attirare l’attenzione di uno dei più grandi autori del nostro tempo come Orson Welles con Portrait of Gina (1958) in onda sulla Abc. 

Eppure, citando le parole del noto critico Paolo Mereghetti, la sua fama in Italia trovò all’inizio alcune resistenze e «il cinema italiano fatica ad apprezzarne le qualità» viste alcune piccole parti in Aquila nera di Riccardo Freda e Cuori senza frontiere di Luigi Zampa. Ha avuto comunque modo di lavorare con i grandi registi italiani da Pietro Germi (La citta’ si difende) Carlo Lizzani (Achtung banditi), Mario Monicelli e Steno, Mario Soldati, ma sua crescita professionale  è dovuta in particolare all’apprezzamento da parte del mondo hollywoodiano, firmando film di grande valore come Il tesoro dell’Africa (Beat the Devil) di John Huston con Humphrey Bogart, La donna più bella del mondo di Robert Z. Leonard, e Salomone e la regina di Saba di King Vidor. E non solo l’America, vista la sua straordinaria bellezza e il suo carisma che emergono in tutto e per tutto Il gobbo di Notre Dame  di Jean Delannoy. Eppure quel soprannome (bersagliera) le è rimasta cucita addosso grazie alla sua interpretazione in Pane, amore e fantasia, regia di Luigi Comencini. Un nome per altro è perfetto vista sua personalità e caratura dimostrata nel corso della sua carriera. Per questo era del tutto naturale che un giorno si sarebbe innamorata dell’isola di Capri, con la quale ha condiviso parte della sua Dolce Vita passando per alcune delle boutique più famose di Capri come la gioielleria ed orologeria Capri Kronos di Mario Ruocco negli anni Cinquanta. Il suo passaggio per l’isola azzurra è stato persino immortalato in un testo a dir poco originale: il wimmelbook Capri Amore Mio. Un volume realizzato dalla giornalista tedesca Stefanie Sonnentag e prodotto dalla Liquid Art System di Franco Senesi che, grazie alle illustrazioni originali dell’artista Andreas Ganther, raggruppa non solo le tradizioni locali, ma anche le figure che hanno avuto modo di coglierne ogni sua essenza. E Gina Lollobrigida non poteva di certo mancare.

Riccardo Lo Re