Anna Kanakis

Massimo Gramellini presenta il libro Non giudicarmi

Il romanzo scritto da Anna Kanakis spiega Capri e le sue contraddizioni parlando del barone Fersen

Uno staff concentrato sugli intenti quello che ha lavorato alla presentazione dell’ultimo libro di Anna Kanakis che questo 26 settembre a Milano, nella sala Buzzati della Fondazione Corriere della sera, ha visto la presenza del pubblico massiccio e quella del sindaco Beppe Sala. Primo cittadino e primo in Italia ad aver celebrato l’unione civile tra persone dello stesso sesso, ricopre con slancio il ruolo di padrino del romanzo storico dell’attrice sul barone Jacques d’Adelswärd-Fersen: un uomo enigmatico e insoddisfatto: cocainomane, omosessuale, insomma un reietto. 

Amico di Anna Kanakis con la cui famiglia di origine lo lega vicinanza di pianerottolo, il sindaco racconta: «Sono un cattolico convintamente difensore dei diritti civili: figlio della mia storia personale e non parlo di me, ma di zia Gabriella che quando avevo soli dieci anni per presentarsi a un pranzo di Natale pose la sola condizione che potesse portare la donna che amava». Fu uno dei suoi primi atti, racconta il sindaco, era il 5 agosto 2016 ed erano le prime nozze civili tra persone dello stesso sesso nella storia di Milano, lui sposava una zia mentre constatava la commozione della madre in prima fila.

E il titolo dell’ultima fatica di Anna Kanakis, Non giudicarmi, pare proprio riferirsi alla schiera di ostacoli, ai giudizi detti e taciuti che le dimensioni della sessualità, tra sentimenti, comportamenti e identità hanno sempre portato a galla. Anna Kanakis ne tratteggia gli estremi accanto a Massimo Gramellini in una presentazione cui farà seguito, il 19 ottobre, quella romana, dove è annunciata la partecipazione di Alessandro Zan a conferma di una direzione la cui forza sta nell’alleanza che travalica le norme e le loro lentezze o storture. 

Un lampo di luce è stato definito dall’editore Elisabetta Sgarbi il manoscritto di Anna Kanakis «Elisabetta e Massimo Gramellini, un duo strepitoso: lui con la sua sensibilità immensa – racconta l’autrice – fu il primo a cui ho fatto leggere L’amante di Goebbels il mio lavoro del 2011 che narra la storia vera di Lída Baarová, attrice cecoslovacca che fu amante di Joseph Goebbels nel 1938.» 

Massimo Gramellini non ci pensa minimamente a nascondere la propria commozione mentre, memore del suo passato di orfano giovanissimo, invita la platea a pensare quale importanza potrà mai avere per un bambino abbandonato il fatto di ricevere amore da due papà o da due mamme piuttosto che da una mamma e un papà.

«Massimo mi conosce e mi traduce. – aggiunge con garbo la scrittrice – Spero nel mio piccolo di contribuire alla salvaguardia oltre che alla scalata dei diritti perché molto della distrazione attuale su questo tema provoca troppa sofferenza a troppi miei amici». 

Alle spalle uno spaccato dell’isola di Capri, giganteggia in faccia alla platea la splendida Villa Lysis che ha rappresentato per il barone il suo buen retiro.

«Vittorio Sgarbi ama Villa Lysis che frequentava coi genitori da piccolo, io l’ho scoperta per caso in vacanza, poco pubblicizzata, troppo poco valorizzata e mi sono fatta attrarre dalla storia che la abita – dice Anna Kanakis – ed essendo Vittorio un esteta fa indubbiamente il tifo per creare quelle condizioni per migliorarne l’attuale stato. Ringrazio anche mio marito che è il primissimo ascoltatore dei miei scritti: se gli si accendono gli occhi per me è un segnale».  

Siciliana, da padre greco e mamma messinese, l’attrice e scrittrice entra ed esce dalle vite di personaggi per raccontarne prevalentemente la diversità. La scrittura, passione segreta, la vede anche autrice di Sei così mia quando dormi e de L’ultimo scandaloso amore di George Sand (2010).

Non giudicarmi, edito da Baldini & Castoldi, ambientato nel 1923, parla della vita luccicante e sofisticata di un diverso in continua lotta contro i suoi demoni, al barone Fersen mancava il talento per diventare lo scrittore che avrebbe voluto essere, ma è soprattutto la sua omosessualità a provocargli isolamento, carcere e una profonda malinconia. E in quello che sembra a tutti gli effetti un simbolico ritorno al proprio io interiore, lo ritroviamo assieme ai suoi due amanti, Nino e Manfredo: il primo, compagno di una vita, è stato un ragazzo di strada, un manovale, e si prende cura di Jacques con compassione e affetto; il secondo, più capriccioso e volitivo, è un giovane talmente delicato da essersi guadagnato l’appellativo di “fauno”. Durante il viaggio non mancheranno gli incontri con amici del passato, ma anche con i fantasmi di un tempo che, alimentati dall’astinenza forzata dalla cocaina, tornano a tormentare il protagonista e provocano in lui allucinazioni, ossessioni negative, baratri emotivi. Una domanda assilla Jacques: è possibile riscattarsi almeno alla fine? Cosa può fare un uomo per sottrarsi alla condanna degli altri e alla sua stessa mediocrità? In questo romanzo storico si rende con esattezza e lirismo la vera voce di un personaggio realmente esistito e che tuttavia si dimostra in grado di travalicare il tempo. Affascinante e originalissimo il Barone appare evocato dalla penna di Anna Kanakis sullo sfondo di Capri in una vicenda feroce, commovente, raffinatissima che ci consente di decifrare un dolore che ci riguarda e ci appartiene ancora oggi. 

Anna Maria Turra

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