vista Parco Astarita

Parco Astarita: il parcheggio multipiano dell’anima

Il parco è pochi passi da Villa Jovis, la residenza dell’imperatore Tiberio

Un’escursione a Parco Astarita è un loop per chi ama le passeggiate: camminare al fine di riposarsi. Parliamo di una straordinaria pineta con a terra una moquette d’aghi di pino che attutirà così tanto i vostri passi, da farvi credere di essere scalzi. Piccoli gruppi di caprette – amatissime dai bambini – pascolano tranquille nei pressi dell’entrata, mentre i belvedere a picco sul mare con le panchine in legno sono disseminati nei tanti punti strategici, a più livelli, che fanno di questo sito un luogo di pace in cui potrete leggere un libro o, se preferite, il volo dei gabbiani. Ogni affaccio vi farà sentire padroni del mondo: è una sensazione comune a tanti in questa zona, dal momento che il parco si trova accanto alla dimora dell’imperatore Tiberio, Villa Jovis.

Dalla piazzetta al parco

A dispetto della meraviglia che vi è all’interno, l’ingresso del parco non è che un cancello in ferro battuto, tipico delle proprietà private dell’area tiberiana, la zona alta – raggiungibile solo a piedi – del comune di Capri. Perché tale era quella di Mario Astarita, che comprendeva anche la sottostante Villa La Falconetta in cui erano in bella mostra sculture ed altre opere oggi presenti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il parco – giardino della Falconetta donato al Comune da Astarita – fu frequentato da importanti scrittori del Novecento, tra i quali anche Sibilla Aleramo e Roger Peyrefitte. Non vi sorprenda: la quiete di questo posto è una patente per lo spirito creativo.  Per illustrarvi come arrivare al Parco Astarita, potremmo dirvi che, finché troverete salite da affrontare, sarete sulla strada giusta, però non vogliamo spaventarvi: avrete bisogno di almeno quarantacinque minuti di tempo, partendo dalla Piazzetta e scegliendo un’opzione tra via Longano e via Le Botteghe. Non chiedete mai ai capresi quanto manchi per arrivare: vi indicheranno sempre qualche minuto in meno, non per goliardia ma per astrazione naturale dal concetto di tempo.

Una passeggiata nella storia 

In realtà, le salite leggermente più impegnative – ma brevi – saranno due: una, dopo una decina di minuti, all’altezza della medievale Chiesetta di San Michele alla Croce, che pure vi consigliamo di visitare per le varie trasformazioni architettoniche registrate in quasi mille anni di storia. L’altra si trova una volta superata la contrada La Pietra, in via Tiberio, laddove si nota una targa in marmo dedicata alla Bella Carmelina che, durante il secolo scorso, accolse milioni di turisti a Villa Jovis con danze tradizionali e racconti sull’imperatore Tiberio. Proseguite per la lunga via Tiberio senza deviare per Villa Lysis e, invitati dagli splendidi e curatissimi giardini degli abitanti della zona, non lasciatela più finché non diventerà, proprio alla fine, viale Amedeo Maiuri, eponimo che si riferisce all’architetto che, nel primo Novecento, effettuò scavi archeologici fondamentali per scrivere la storia dell’isola di Capri.

Il sentiero del Lauro

Ed è qui che si apre la meraviglia: dalle terrazze di Parco Astarita – perfettamente curate grazie all’attività del gruppo di volontari dell’Associazione Capri è anche Mia – si può godere di un panorama che vi lascerà di stucco ma è il sentiero del Lauro, un percorso mozzafiato sul mare, che vi resterà nel cuore. Una discesa ripida sospesa sull’acqua azzurra che circonda l’isola di Capri vi porterà giù fin poco sopra la Grotta Bianca. Da non perdere! L’ingresso al parco è gratuito e sarete i benvenuti, tra aprile e novembre, dal martedì alla domenica tra le 10 e le 17. Il consiglio? Scarpe comode, scorta d’acqua e cracker… per le caprette! 

Michele Di Sarno

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