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Un investimento sicuro? La farmaceutica

La pandemia ha messo il turbo ai titoli delle società del settore: l’industria farmaceutica globale supera i 1.200 miliardi di dollari di vendite l’anno

Se c’è un settore che oggi in Borsa non smette di dare soddisfazione ai risparmiatori è quello farmaceutico. Il motivo è presto detto: la pandemia ha letteralmente messo il turbo ai titoli delle società del settore, senza considerare che da sempre si tratta di un comparto che da tempo cresce senza sosta.  

Del resto, l’industria farmaceutica globale supera i 1.200 miliardi di dollari vendite ogni anno. Questo è un mercato enorme e crea straordinarie opportunità per gli investitori a lungo termine, nonché miglioramenti della qualità della vita per i pazienti.  

Basta dare uno sguardo allo SPDR S&P Pharmaceuticals ETF (NYSEMKT: XPH), un etf che si concentra sull’industria del farmaco che ha fornito un rendimento totale significativamente più elevato rispetto all’indice S&P 500, il paniere americano che riunisce le 500 aziende a stelle e strisce a maggiore capitalizzazione. 

Quattro i titoli migliori su cui puntare. Il primo è sicuramente AbbVie. Il fatturato annuale della società è aumentato di meno del 2% nel 2019, con un utile in crescita del 39%. Il che significa una maggiore redditività. Ad ogni modo, le vendite del suo farmaco campione d’incassi, l’Humira, sono sotto pressione dopo aver perso l’esclusiva dei brevetti in Europa. Tuttavia, il portafoglio di AbbVie include diversi prodotti in rapida crescita, tra cui farmaci antitumorali Imbruvica e Venclexta e farmaci antinfiammatori Rinvoq e Skyrizi. Senza contare che AbbVie vanta un impressionante track record di 47 anni consecutivi di aumenti dei dividendi. La società ha aumentato il proprio dividendo del 131% negli ultimi cinque anni.

Non meno interessante è il titolo di Bristol Myers Squibb. Il gruppo ha maturato un aumento delle entrate del 16% e l’importante acquisizione di Celgene ha, inoltre, portato nel gruppo tre farmaci contro il cancro di successo: Revlimid, Pomalyst e Abraxane. In più, l’azienda ha già avuto diversi grandi vincitori, tra cui il fluidificante del sangue Eliquis e il farmaco antitumorale Opdivo, che probabilmente si classificheranno tra i cinque maggiori successi di vendite nei prossimi anni.

Bene anche Johnson&Johnson. Il 2021 per il gruppo si prospetta molto positivo per via del vaccino anti-Covid che verrà distribuito anche nel nostro Paese. Inoltre, l’azienda ha quasi 40 programmi sperimentali in fase avanzata. I suoi candidati più promettenti sono il farmaco antitumorale Lazertinib e il farmaco per la sclerosi multipla Ponesimod. Come AbbVie, J&J è un Dividend Aristocrat, avendo aumentato il proprio dividendo di quasi il 27% negli ultimi cinque anni.

Dello stesso livello anche Pfizer. I guadagni del gruppo stanno salendo grazie al vaccino anti-Covid. Inoltre, la controllata Upjohn dovrebbe aprire la strada a una solida crescita futura, guidata dal farmaco per il cancro al seno Ibrance e dal farmaco immunologico Xeljanz. 

Anche in questo caso ci sono 30 programmi in fase avanzata di test o in attesa di approvazione normativa, compreso il suo promettente vaccino contro lo pneumococco e il farmaco per il dolore cronico Tanezumab. Ricco il dividendo: la società ha aumentato la propria cedola di quasi il 36% negli ultimi cinque anni.

Ci sono dunque ottime possibilità di crescita per il settore e per i risparmiatori che vi si vogliono avventurare. L’importante è essere ben consapevoli che il settore è molto volatile e il rischio di forti scossoni può essere dietro l’angolo. 

Gianluca Baldini

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