Un viaggio nella biodiversità marina di Punta Carena

L’isola di Capri offre un’esperienza indimenticabile per i sub più esperti che vede protagonisti i fondali marini di Punta Carena e un traliccio tutto da scoprire

Tra le tante avventure subacquee offerte dall’isola di Capri, quella dell’immersione al traliccio di Punta Carena è sicuramente una delle più impegnative e interessanti, tanto da essere consigliata soltanto a sommozzatori professionisti, dotati di un’adeguata attrezzatura tecnica. Tuttavia, la presenza di questo traliccio sul fondale caprese conserva ancora un incantevole fascino per tutti gli appassionati della biodiversità marina.

La storia del traliccio di Anacapri

«Era l’estate dell’anno 1962 quando una forte tempesta colpì l’isola di Capri, provocando grandi danni a diverse strutture. Tra queste, un traliccio posto in prossimità di Punta Carena, una struttura per l’alta tensione che sosteneva un radiofaro situato in quelle zone» – racconta l’avvocato Vasco Fronzoni, presidente dell’associazione Sub Capri, da sempre impegnata nella salvaguardia del mare caprese. La tromba d’aria abbattutasi sull’isola azzurra sradicò quel traliccio, che precipitò sul fondale marino, alle pendici della parete rocciosa, a circa 58 metri di profondità.

La biodiversità marina

Con il trascorrere degli anni, le continue correnti litoranee e la ricchezza biologica tipica delle acque capresi hanno trasformato il traliccio in un vero spettacolo mozzafiato fatto di una grande varietà di invertebrati marini. «Conoscendo la data certa di quando il traliccio è affondato in mare» – sottolinea Fronzoni – «è stato possibile monitorare lo sviluppo degli organismi che lo popolano, osservando la biodiversità che lo contraddistingue. È per tale motivo, che questo tipo di immersione subacquea è particolarmente apprezzata dagli appassionati di biologia marina.» Tra le diverse creature che oggi vivono attorno al vecchio radiofaro di Punta Carena vi sono: colonie di spugne gialle, alghe, madrepore, molluschi e la specie di paramuricea clavata, una gorgonia tipica del Mediterraneo. Mentre, nelle cavità del traliccio non è difficile imbattersi in aragoste, cicale, cernie e murene.

L’immersione subacquea

Questa tipologia di immersione, pur essendo suggestiva, è anche molto impegnativa, a causa della presenza di forti correnti e della profondità che arriva fino a 60 metri. Per questo motivo, l’appassionato di diving Vasco Fronzoni avverte: «Sicuramente l’esperienza subacquea al traliccio è piacevole, ma non è affatto accessibile a tutti. Infatti, anche i professionisti prima di immergersi devono assicurarsi di avere a disposizione tutta la strumentazione tecnica necessaria. Per i meno esperti, i fondali marini dell’isola di Capri offrono percorsi subacquei alternativi altrettanto meravigliosi che permettono di vivere un’esperienza davvero unica.»

Viviana Vitale

Credit: marpola.it