Come prima

Come prima, le riprese a Capri

Il film con protagonista il tenore Mario Lanza era stato diretto da Rudolph Maté. Una produzione dal respiro internazionale con al centro la Metro-Goldwyn-Mayer

E se qualcuno in questo preciso instante sbarcasse sull’isola munito di telecamere e attrezzature per il cinema? Probabilmente la reazione sarebbe l’indifferenza. Qui a Capri la gente è abituata al jet set e alle stelle hollywoodiane più conosciute a livello mondiali. Le riprese sono davvero all’ordine del giorno, tra grandi produzioni e serie televisive internazionali. Ripley, È stata la mano di Dio, Il disprezzo, Come Prima. L’isola di Capri è la location ideale per rappresentare le storie e il Made in Italy. Una cartolina che con il cinema si muove prendendo tutta l’energia di questa terra, dai colori ai suoni strettamente connessi con la natura. Tutto questo però ha avuto un inizio che coincide con la ripresa economica del Paese. Il dopoguerra è il momento in cui il cinema italiano ha spiccato il volo. Il Neorealismo, certo. Ma anche Hollywood ha cominciato a vedere l’Italia come set a cielo aperto, puntando dritto su un’ambientazione mediterranea perfetta per racconti leggeri e spassosi. 

Come Prima

Il racconto delle riprese

L’isola di Capri verso la fine degli anni ’50 era diventata lo specchio della bellezza italiana. E lo si deve a una produzione in particolare: Come Prima di Rudolph Maté, con protagonista il tenore Mario Lanza. Il reportage del New York Times, datato 1958, descriveva con tratto minuzioso il momento in cui la folla di turisti e residenti si riuniva davanti al set aspettando il ciak. Un numero che non escludeva i cittadini alla finestra, che senza pagare il biglietto avevano la vista migliore possibile di quella scena. La confusione era tale che la Polizia non riusciva a distinguere chi faceva parte della troupe da chi invece era semplicemente un passante attratto da queste macchine. Bisogna davvero immaginarsi all’epoca l’impatto di ciò che veniva definita «la prima produzione di una major nel Golfo di Napoli». E a inaugurare questa intesa che si protrae fino ai giorni nostri è proprio Capri, ripresa in Technicolor e Technirama per ritrarre tutto il suo splendore al meglio, grazie agli strumenti che già in quel periodo erano di alto livello. Come il cast, del resto: Mario Lanza, Zsa Zsa Gabor, Kurt Kasznar e Johanna von Koczian, al suo debutto internazionale. La storia, adattata dallo sceneggiatore Andrew Solt, riprende le vicende di un cantante, Tony Costa, alle prese con una storia d’amore con una giovane donna interpretata da von Koczian. Un legame che non è scaturito dalla sua voce, perché la ragazza, essendo sorda, non ha mai avuto il piacere di ascoltarlo.

Silenzio, in scena

Il «silenzio» che lei percepisce ogni giorno della sua vita lo chiede un italiano ai presenti che si erano riversati verso la piazza. Le riprese sono sacre, ma devono combattere contro un vero colosso come Capri. L’isola con assoluta destrezza sa come entrare nella testa della persone, e questo vale anche per lo starsystem come Zsa Zsa Gabor, una delle protagoniste del film. «È un vero peccato essere qui solo per lavoro». Non può dire lo stesso la troupe, alle prese con la difficile gestione delle attrezzature di scena da spostare lungo i vicoli stretti della città. Per non parlare del primo girato da mandare a Londra, o dell’interprete von Koczian spesso in viaggio per Berlino. Rudy Maté, come descritto sul Times, riusciva ad avere tutto sotto controllo con Lanza che era pronto a lasciare il segno sul set grazie a una voce incredibile. La canzone, guarda caso, era la rivisitazione di Come Prima, seguita dagli applausi scroscianti del pubblico.

Riccardo Lo Re

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