Chiesa San Michele alla Croce - Tiberio Capri

Tiberio: istruzioni per l’uso

Una piccola guida per raggiungere la villa dell’imperatore romano con le dritte degli insider 

Tiberio: in tutto il mondo è un nome di persona, e che persona! Probabilmente il più famoso e controverso imperatore romano. Sull’isola di Capri, invece, questo nome porta prima alla mente un intero rione e, solo secondariamente, il suo più famoso abitante. Quel Tiberio che scelse il suo cocuzzolo per costruire la più sfarzosa delle sue dimore imperiali: Villa Jovis, la meta più conosciuta dai turisti, ma non l’unica perla che si trova nelle zone alte dell’isola di Capri. 

Andiamo con ordine…

«Di là, però è lontana…» Questa è la frase di rito con cui molti risponderanno alla domanda: «Scusi per Villa Jovis?» una volta giunti in piazzetta. Quindi, meglio imboccare direttamente uno dei due archi sotto il palazzo municipale di Capri. Per la prima parte del tragitto potete scegliere la più dolce via Longano-via Sopramonte oppure la più ripida via Croce, preceduta dalle vie Le Botteghe e Fuorlovado, colme di opportunità di shopping alternativo. Entrambe queste strade vi portano alle «Colonne d’Ercole» del quadrivio della Croce.

La strada si fa in salita

Anticamente la Croce rappresentava una sorta di spartiacque, il confine dove i nostri trisavoli, abitanti delle zone alte, dicevano: «Sto andando ‘o paese» per indicare il centro. Superandola, ci si trova immersi nella Capri autentica, il turista diventa viandante e la strada si fa in salita: meglio prepararsi bene, rifocillarsi e rifornirsi negli ultimi snack bar e minimarket. Durante la salita verso Tiberio, che potrebbe impegnare più di mezz’ora, soffermatevi a osservare le antiche case coloniche di Capri – alcune trasformate in deliziose villette – e le fantasiose ceramiche con i nomi delle abitazioni, i cancelli di ferro battuto dai quali sbirciare gli orti e i giardini perfettamente tenuti dai Tiberiani.  Annusate i profumi della flora locale e dei manicaretti che provengono dalle cucine, specialmente se capitate nei giorni della Piedigrotta Tiberiana, la sagra annuale dedicata a Santa Maria del Soccorso che si tiene ogni anno nella prima settimana di settembre.

Villa Jovis, dimora da imperatore

La maestosità della dimora principale dell’imperatore si percepisce anche dalle poche mura rimaste in piedi. Il percorso tra i ruderi è affascinante e, arrivati alla sommità, non è difficile immaginare i tormentati anni capresi di Tiberio che da quella roccaforte governava l’impero con un ingegnoso sistema di fari lungo la costa affacciata sul Tirreno, creando un filo diretto tra l’isola di Capri e Roma.

Consigli da insider 

Siccome non sarete ancora abbastanza stanchi, ubriachi di tanta bellezza, non perdetevi l’attiguo Parco Astarita, un luogo che offre dei belvedere mozzafiato e il Sentiero del Lauro: una scalinata che scende in uno dei più reconditi affacci sul mare dell’isola. E sulla via del ritorno, tappa obbligata a Villa Lysis, la dimora del barone dandy Fersen. Immersa in un bellissimo parco, nei suoi interni, come la camera dell’oppio, aleggia ancora l’aura della tormentata vita caprese dell’eccentrico proprietario. Da Villa Jovis la si può raggiungere, oltre che tornando lungo la strada principale di Tiberio, anche tramite il sentiero de Le Calanche, immerso nella macchia mediterranea, una discesa non troppo accidentata di difficoltà medio-facile a patto di avere scarpe adatte.

Ugo Canfora 

Credit: Costantino Esposito; Christopher Lee on Flickr; Dennis McDermott on Flickr; Jacqueline Poggi Flickr.

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