castello barbarossa

Il castello Barbarossa, tesoro medievale di Anacapri

Deve il nome al soprannome del corsaro ottomano Khayr al-Din, che lo conquistò nel 1535 

Una fortezza che affonda le sue origini nella notte dei tempi. Il castello Barbarossa è situato a 412 metri sul livello del mare su una spianata di 250 metri quadrati, che si apre su un fianco del monte Solaro. La struttura, della quale rimangono solamente dei ruderi, fu proprietà dal 1898 del medico svedese Axel Munthe . Il medico, detestando la caccia, ne fece un «santuario degli uccelli». La zona era infatti una rinomata area di caccia alle quaglie e Munthe non incontrò certo il favore della popolazione caprese imponendone il divieto. Ottenne inoltre una legge speciale, stilata da Benito Mussolini, che vietava la caccia degli uccelli sull’isola di Capri. Dopo la morte di Munthe, dal 16 giugno 1950, il castello fa parte della Fondazione Axel Munthe ed è di proprietà del Consolato Svedese che ha sede nella Villa San Michele . Nella struttura, inoltre, il cui territorio limitrofo è molto ricco dal punto di vista botanico, ha sede una stazione ornitologica

La struttura architettonica

Il castello è stato edificato con muratura a secco, usando la pietra locale. I pavimenti sono in maiolica. Degli elementi di difesa, rimangono due torri: una, a pianta quadrata, costruita in epoca sveva; l’altra, a pianta circolare, in età angioina. I resti della parte più alta, oltre a costituire il nucleo centrale della costruzione, corrispondono a quella che era la zona residenziale del maniero; è qui che si nota una cappella con copertura a volta, l’abside e il piccolo campanile a vela. Al di sotto è visibile una cisterna, che fu trasformata in deposito. Vicino alla cappella è presente un secondo ambiente, di cui sono conservati alcuni elementi architettonici, tra i quali la copertura a volta, una piccola feritoia e l’apertura ad arco. Vi è infine un vano coperto da un solaio sorretto da travi di ferro.

Una storia antica

Non è noto con certezza quando il castello fu costruito, sebbene ne sia attestata l’esistenza dalla fine del X secolo. Si sa che fu eretto utilizzando la manodopera locale dagli amalfitani che lo utilizzarono per controllare tutta l’isola di Capri. Inizialmente di proprietà di Adelferio, figlio di Sergio di Amalfi, che indicava la zona come Anglum ad Castellum (letteralmente «l’angolo nei pressi del Castello»), fu ceduto, con gli altri possedimenti ad Anacapri (Artimo, Orrico e Gradola), a Giovanni, Comite di Capri, il 15 novembre 988. Protetta dalla rocca, l’area beneficiò di un periodo di stabilità nel X e nell’XI secolo. Durante la conquista normanna, gli amalfitani si ribellarono più volte e ciò li spinse ad ammodernare anche le fortificazioni dell’isola di Capri. Nel castello furono ricavati nuovi ambienti, tra cui la cappella con la volta. Nel 1129, Ruggero II inviò contro la rivoltosa Amalfi una flotta. Per piegare la resistenza della città, i Normanni attaccarono le fortificazioni circostanti: Capri, dove la maggior parte dei civili furono uccisi, fu la seconda a cadere, dopo l’isolotto Li Galli.  

Nel XIII secolo la fortezza fu ammodernata con l’introduzione di una torre cilindrica scarpata, due cortine, le mensole per le caditoie e altri elementi allo scopo di difendersi dalle armi da fuoco. Nel XV secolo l’isola di Capri subì numerosi attacchi da parte dei corsari musulmani, durante i quali la popolazione si rifugiava nella fortezza. Nel 1535, tuttavia, i pirati ottomani guidati da Khayr al-Din el Dragut, detto il Barbarossa, riuscirono a conquistare il castello, che fu distrutto, e la popolazione che vi si era nascosta fu rapita o uccisa. Si tentò la ricostruzione della fortezza, ma l’opera non fu mai completata. Lasciata quindi alle cure degli abitanti di Anacapri, la fortezza non fu mai ricostruita. 

Il castello tornò in uso per scopi bellici agli inizi dell’Ottocento, potenziato sia dagli inglesi, che costruirono delle caditoie per fucilieri e una polveriera, sia dai francesi, che realizzarono una cinta muraria che, partendo dal castello, raggiungeva il termine della scala Fenicia

Con la nascita dell’interesse per i reperti archeologici e l’ambiente mediterraneo divenne una meta per gli escursionisti. Nel 1898 il castello Barbarossa fu acquistato, insieme al territorio circostante, dal medico svedese Axel Munthe.  

Sibilla Panfili

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