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Le architetture “capricciose” di Anacapri e Capri

Le storie e le foto di 124 dimore incantate: interni ed esterni nel racconto per immagini di Tito Fiorani “Isole nell’isola”, l’imperdibile libro pubblicato da La Conchiglia 

I viaggiatori e gli appassionati di architettura caprese e anacaprese non possono lasciarsi sfuggire un libro che è stato editato qualche anno fa da La Conchiglia, la casa editrice di Capri che pubblica chicche meravigliose riguardanti la ricca storia dell’isola. Stiamo parlando de Isole nell’isola – Personaggi, racconti e segreti nelle dimore del mito a Capri, un libro fotografico firmato da Tito Fiorani e pubblicato nel 2013, che svela interni ed esterni di dimore uniche nel loro genere, raccontando anche gli aneddoti dei loro originali abitanti. Un viaggio per immagini che soddisfa la curiosità di chi visita l’isola e resta incantato da un’architettura eclettica.

Negli ultimi decenni dell’Ottocento Anacapri e Capri cominciarono a riempirsi di residenze eleganti e spesso stravaganti. Edifici fuori dal comune, fra capricci dei committenti e di architetti sperimentatori, con un florilegio di torrette, merlature, suggestioni arabe, bifore neogotiche, maioliche scintillanti, un bisticcio di romanità e incanti liberty – dalla Casa Rossa di Anacapri a villa Narcissus, da villa Helios alla villa Pompeiana. Tutta l’isola è punteggiata di questa nuova architettura che riempie le strade strette dell’isola incorporando con disinvoltura preziosi frammenti o addirittura statue dei palazzi imperiali edificati duemila anni prima. Anche durante gli anni Trenta-Quaranta del Novecento si assiste a un’esplosione di edilizia residenziale, con risultati di alto livello, anche grazie alla capacità del paesaggio naturale dell’isola di Capri di coniugare con la sua grazia eterna le tante varietà di architetture. 

Isole nell’Isola. Personaggi, racconti e segreti nelle dimore del mito a Capri 

È un vasto repertorio di «interni» ed «esterni» il libro di Tito Fiorani: Isole nell’Isola. Personaggi, racconti e segreti nelle dimore del mito a Capri, con una nota introduttiva di Riccardo Esposito (edizioni La Conchiglia, 2013), riproposta irrobustita di un precedente e fortunato libro dello stesso autore (Le case raccontano. Storie e passioni nelle dimore del mito di Capri, pubblicato sempre da La Conchiglia nel 2002). Le ottantadue ville del primo libro di Fiorani diventano nel nuovo volume addirittura centoventiquattro, proposte in ordine alfabetico: da Villa Alba – dove andò ad abitare nel 1919 la ricchissima Frances Lloyd incorporando la contigua Ca’ del Sole – a Villa Wordsworth, residenza di William Wordsworth, il pronipote del celebre poeta inglese, sempre in compagnia dei suoi inseparabili barboncini neri. Nel libro si narrano storie molto famose, come quella di Axel Munthe e poi della tempestosa marchesa Casati che a villa San Michele impone neri velari in stile Sarah Bernhardt; quella di Maksim Gorkij, errante fra villa Blaesus, villa Behring – dove nell’estate del 1909 si aprirono i corsi della «scuola superiore di propaganda e agitazione per operai» – e villa Pierina; la burrascosa quotidianità mondana di Jacques d’Adelsward Fersen nella sua affascinante villa Lysis; le magnifiche serate delle signorine Wolcott-Perry alla Torricella di Marina Grande; il “superomismo” di Curzio Malaparte che si fa costruire a capo Massullo una casa impossibile – per alcuni richiama la forma di un carrarmato della Grande Guerra -, che oggi resta uno degli esempi più originali del razionalismo italiano. 

E accanto ad esse vicende meno note, di personaggi forse considerati “minori”, ma che hanno contributo anch’essi alla creazione del mito dell’isola di Capri. Da quella di Célestin Gandais, pittore e paesaggista francese, nella sua remota villa La Schiava, a quella della contessa Alice Ravà, che per tornare a villa La Roccia dalla Piazzetta si faceva trasportare in portantina come una imperatrice bizantina, ai riti alcolici di Teddy Gerard, dimenticata attrice-cantante argentina, nelle sue stanze di villa Marisa sotto la Grotta delle Felci. 

Le foto più significative

Tra le cose più interessanti del libro di Fiorani è proprio il repertorio fotografico (curato da Riccardo Esposito). Immagini notissime si mescolano a scatti più rari, forse provenienti da archivi pubblici o album familiari. Una magnifica fotografia di fine anni Ottanta mostra Raffaele La Capria e Ilaria Occhini nella terrazza della loro residenza, non lontano da villa Marisa, sullo sfondo dei Faraglioni. Meritano una menzione la foto di Mananà Pignatelli, scultrice di scarsa fortuna, che a volte amava indossare abiti funebri alla maniera della «divina marchesa», ma anche cospargersi il viso di bianco come un pierrot; la simpatica foto senile di Carlo Ludovico Bragaglia; quella di Graham Greene in una trattoria di Anacapri e ancora di Dado Ruspoli – sfottuto da Comencini nel film L’imperatore di Capri – o dell’imbronciato Rainer Maria Rilke ospite di villa Discopoli. Un vero e proprio racconto nel racconto di un mondo che fu ma che non smette di affascinare.

Sibilla Panfili

Axel Munth
Villa Torricella
norman douglas